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Progettazione acustica: le risposte alle 7 domande più frequenti tra i progettisti

È obbligatorio fare misure fonometriche al termine dell’opera? Come posso raggiungere in opera i limiti imposti dalla normativa? Ecco le risposte a queste ed altre domande che solitamente il progettista si pone

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progettazione acustica

Di seguito si riportano alcune tipiche domande che un progettista può porsi in ambito “progettazione acustica edilizia” e relative risposte dedotte dalla lettura attenta della normativa e dai chiarimenti ministeriali.

Domande e risposte sono estratte dal volumeProgettazione acustica in edilizia di Andrea Venditti e Anna Tarsitano, edito da Maggioli Editore.

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Vediamo nel dettaglio.

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Le 10 domande più frequenti tra i progettisti

1. È obbligatorio rispettare i limiti del d.P.C.M. 5 dicembre 1997 negli interventi di
nuova costruzione?

. Rientrano nell’applicazione del decreto tutti gli edifici per i quali sia stata rilasciata Concessione Edilizia (o altra autorizzazione prevista dai regolamenti edilizi) dopo il 20 febbraio 1998 (data di entrata in vigore del d.P.C.M. 5 dicembre 1997).

2. È obbligatorio rispettare i limiti del d.P.C.M. 5 dicembre 1997 negli interventi su
edifici esistenti?

Dipende dal tipo di intervento. Varie leggi regionali, regolamenti edilizi comunali e circolari ministeriali di chiarimento indicano che i requisiti acustici passivi devono essere presi in considerazione anche per interventi su edifici esistenti. In particolare, il chiarimento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 26 giugno 2014 in merito all’applicazione del d.P.C.M. in caso di ristrutturazioni riporta:

“Le relative disposizioni, ed in particolare il rispetto ed il soddisfacimento dei requisiti acustici passivi, devono essere applicate anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti che prevedano il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici e/o di partizioni orizzontali o verticali (solai, coperture, pareti divisorie, ecc.) e/o delle chiusure esterne dell’edificio (esclusa la sola tinteggiatura delle facciate), oppure la suddivisione di unità immobiliari interne all’edificio, cioè in definitiva tutti gli interventi di ristrutturazione che interessino le parti dell’edificio soggette al rispetto dei requisiti acustici passivi regolamentati dal d.P.C.M. 5 dicembre 1997, come desumibile dal decreto stesso”.

E ancora, “Anche nel caso delle partizioni orizzontali e verticali, nel caso di rifacimento si applicano i limiti di cui sopra, mentre non vanno seguite le prescrizioni del d.P.C.M. 5 dicembre 1997 nel caso di semplice tinteggiatura e restauro parziale delle pareti
e/o intonaci esistenti”.

In ogni caso, come confermato dal chiarimento del Ministero dell’ambiente dell’8 luglio 2020, è essenziale che l’intervento non peggiori i requisiti acustici preesistenti.

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3. È obbligatorio realizzare una relazione di calcolo acustica al fine del rispetto dei
requisiti acustici passivi?

Il d.P.C.M. 5 dicembre 1997 non specifica niente in merito. Vari regolamenti edilizi e leggi regionali indicano, però, che è obbligatorio redigere una relazione di calcolo dei requisiti acustici passivi (RAP) prima dell’inizio dei lavori. È importante evidenziare che, in ambito appalti pubblici, il decreto CAM 2017 sui Criteri Ambientali Minimi impone la redazione di un “progetto acustico”.

4. È obbligatorio fare misure fonometriche al termine dell’opera?

Il d.P.C.M. 5 dicembre 1997 non specifica niente in merito. Vari regolamenti edilizi e leggi regionali indicano, però, che è obbligatorio attestare di aver rispettato le prescrizioni del d.P.C.M. 5 dicembre 1997, quindi, in questi casi, è necessario eseguire le misure in campo per attestare il rispetto dei requisiti acustici passivi. È importante evidenziare che, in ambito appalti pubblici, il decreto CAM 2017 sui Criteri Ambientali Minimi impone la redazione di “una relazione di collaudo redatta tramite misure acustiche in opera”.

5. Chi può eseguire la relazione di calcolo dei requisiti acustici passivi (RAP)?

Il d.P.C.M. 5 dicembre 1997 non specifica niente in merito. In merito a questo argomento, il chiarimento del Ministero dell’ambiente del 28 maggio 1998 specifica che “si comunica che il progettista edile, ancorché non abilitato come Tecnico Competente, effettua la progettazione delle infrastrutture edilizie nel rispetto dei parametri che caratterizzano i requisiti acustici passivi degli edifici indicati nell’allegato A, del d.P.C.M. 5 dicembre 1997”. Alcuni regolamenti edilizi e leggi regionali impongono che a redigere la relazione di calcolo dei requisiti acustici passivi (RAP) sia un tecnico competente in acustica.

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6. Chi può eseguire le misure di collaudo per la verifica in opera dei requisiti acustici passivi?

Il d.P.C.M. 5 dicembre 1997 non specifica niente in merito. In ogni caso, la definizione di tecnico competente riportata all’art. 2, comma 6 della legge quadro 447/1995 risponde a questa domanda; infatti il comma citato definisce il tecnico competente in acustica nel seguente modo: “Ai fini della presente legge è definito tecnico competente la figura professionale idonea ad effettuare le misurazioni, verificare l’ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo”.

Pertanto, le misure per la verifica in opera dei requisiti acustici passivi devono essere eseguite da un tecnico competente in acustica.

7. Come posso raggiungere in opera i limiti imposti dalla normativa?

La prima cosa da definire sono, appunto, i limiti da rispettare. Potrebbe essere necessario dover rispettare anche dei limiti imposti da capitolati tecnici prestazionali che impongono delle prestazioni superiori a quelle di legge (capita, ad esempio, che strutture alberghiere di lusso impongano il rispetto di prestazioni di qualità anche superiori a quelle di legge).

Una volta definiti gli obiettivi da raggiungere è necessario realizzare un progetto acustico; infatti solo tramite una pianificazione è possibile verificare in fase progettuale le eventuali criticità. Successivamente, durante l’esecuzione dei lavori, è necessario verificare in opera la corretta posa di materiali e sistemi costruttivi (assistenza specifica con competenze in acustica edilizia alla direzione lavori).

Nel caso in cui fosse necessario raggiungere valori molto elevati per i requisiti acustici, come ad esempio per l’isolamento acustico di facciata per le scuole, si consiglia di realizzare misure fonometriche in corso d’opera per verificare l’andamento dei lavori e proporre eventuali correzioni.

A fine lavori è necessario effettuare il collaudo acustico con le misure in opera. Per gli interventi su edifici esistenti, può risultare molto utile eseguire delle misurazioni prima dell’inizio dei lavori, al fine di valutare l’effettiva prestazione ante operam e individuare l’eventuale presenza di ponti acustici.

Per saperne di più, continua a leggere dal volume

Progettazione acustica in edilizia

Progettazione acustica in edilizia

Questo manuale tecnico si rivolge ai professionisti e progettisti del settore edilizio, fornendo uno strumento di riferimento per la pratica quotidiana.

L’opera propone la teoria e principi base dell’acustica edilizia per poi approfondire gli aspetti salienti della disciplina con un taglio operativo.

Sono esaminati i requisiti acustici passivi e i limiti di legge (D.P.C.M. 5 dicembre 1997), tenendo conto delle novità degli aggiornamenti introdotti dalle recenti disposizioni legislative (CAM) e dalle norme tecniche di riferimento (UNI EN ISO 12354, UNI 11532, UNI 11367, ecc.).

Il libro si propone di risolvere diversi problemi di carattere pratico.

Ad esempio, quali limiti applicare (D.P.C.M. 1997 vs CAM) con i nuovi valori limite e di riferimento per gli edifici pubblici? Quali norme tecniche possono essere utilizzate per il calcolo previsionale dei requisiti acustici passivi e per la stima della qualità acustica degli spazi confinati? Chi può eseguire il progetto acustico di un edificio? Chi può eseguire i rilievi acustici per il collaudo dei requisiti acustici passivi?

Il manuale contiene poi diverse soluzioni progettuali da adottare per raggiungere un buon comfort acustico dell’edificio.

Andrea Venditti
Ingegnere Elettronico e Dottore di Ricerca in Fisica Tecnica Ambientale, laurea e dottorato conseguiti presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Cultore della materia in Fisica Tecnica, autore di 40 articoli scientifici su argomenti di acustica. Tecnico Competente in Acustica Ambientale dal 2002 e membro della Commissione di Acustica dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma. Attualmente dipendente dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza”, con ruolo di Elevata Professionalità e Responsabile dell’Ufficio Manutenzione Impianti dell’Ateneo.
Anna Tarsitano
Ingegnere Edile-Architetto e dottore di ricerca in Energia e Ambiente presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Tecnico competente in acustica ambientale dal 2017 e socio fondatore della Diapason Ingegneria Srl, opera nel settore dell’edilizia e dell’ambiente come consulente acustica per la progettazione di infrastrutture e di edifici sia pubblici che privati ad uso alberghiero, scolastico, residenziale e teatrale.
Andrea Venditti, Anna Tarsitano, 2022, Maggioli Editore
34.00 € 32.30 €

Foto:iStock.com/Liudmila Chernetska


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