Home Bonus Edilizia Fondi Superbonus terminati? Le banche intanto fermano l’acquisto crediti

Fondi Superbonus terminati? Le banche intanto fermano l’acquisto crediti

Sono diversi i fattori che stanno intralciando il regolare andamento della detrazione 110, a partire dalla carenza di materiali sul mercato, passando per una mutevole normativa fino ad arrivare all’aumento dei prezzi

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Il Superbonus è davvero al capolinea? I titoli dei giornali dell’ultimo mese suscitano scalpore, si potrebbero quasi definire sensazionalistici. Ma cosa realmente sta succedendo alla super agevolazione che ha rimesso in moto (nel bene o nel male) il settore delle costruzioni ormai da anni assopito?

Sono diversi i fattori che stanno intralciando il regolare andamento della detrazione 110, a partire dalla carenza di materiali sul mercato, passando per una mutevole normativa fino ad arrivare all’aumento dei prezzi.

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Cerchiamo di tracciare un quadro della situazione a partire dagli ultimi dati ENEA: al 31 maggio 2022 risultano richiesti interventi per un totale di detrazioni pari a 33,7 miliardi di euro.

I 33,7 miliari sono fondi prenotati e non utilizzati, ma è da notare che la cifra supera quella messa a disposizione dal Governo, ovvero 33,3 miliardi fino al 2036.

>> Come cambia il Superbonus? Un riassuntone

I dati hanno fatto scattare dubbi e questioni sull’eventuale necessità di stanziamento di nuovo finanziamento affinché le detrazioni vengano assicurate ai beneficiari che richiederanno l’accesso alle detrazioni per i lavori in avvio.

Intanto alcune banche, tra le quali Intesa San Paolo e Unicredit, hanno deciso di fermare l’acquisto di crediti perché hanno raggiunto la massima capienza di utilizzo del credito di imposta.

Leggi anche: Cessione credito: dalle Entrate un riepilogo aggiornato sulle scadenze

Banche e Superbonus: esaurito lo spazio fiscale

ANSA ha pubblicato la comunicazione che Intesa San Paolo ha inviato ai clienti ai quali sono state bocciate le richieste di acquisto crediti: “L’elevato flusso delle richieste pervenute (ndr di cessioni dei crediti edilizi) ha purtroppo comportato l’esaurimento della nostra possibilità di compensare”, inoltre la banca ha precisato che la ripartenza del servizio potrebbe aversi “qualora il contesto normativo dovesse cambiare”.

Oltre ad Intesa San Paolo, annunciano lo stop anche Banco Bpm e Unicredit.

Va ricordato che negli scorsi mesi lo schema della cessione crediti ha subito diverse modifiche e i limiti imposti alle cessioni multiple hanno reso complicato il sistema. Il primo provvedimento normativo che ha introdotto le limitazioni è stato il Decreto Antifrode in vigore dal 12 novembre (poi confluito nella Legge di Bilancio 2022), a seguire c’è stato il Sostegni Ter del 27 gennaio 2022 (definito anche Antifrode Bis) che ha limitato la cessione del credito ad una sola volta.

Il Governo con il Decreto-legge correttivo del 25 febbraio 2022, n. 13 è poi tornato indietro e ha ripensato a quanto stabilito inizialmente con il Sostegni-Ter in materia di cessione crediti Bonus Edilizi e modificato nuovamente la disciplina allentando la stretta (inizialmente prevista una sola cessione) consentendo due ulteriori cessioni, oltre alla prima.

L’attenzione adesso è sul DL Aiuti che dovrà essere convertito in legge entro il 16 luglio, infatti, ha già fatto il pieno di proposte di modifica soprattutto sula questione della cessione dei crediti > Lisa De Simone ne ha parlato meglio in questo articolo <

Potrebbe interessarti: Stop Superbonus e Bonus Edilizi? Le proposte di modifica al DL Aiuti

Cosa succederà a chi ha già iniziato i lavori?

Il temuto rischio è quello di un blocco dei lavori iniziati ma non completati per i quali è già stata incassata parte del bonus. Il Fisco potrebbe chiedere indietro i fondi per lavori mai conclusi?

Per far fronte alla situazione, diverse sono le proposte avanzate a livello politico e da parte di associazioni e ordini. Il CNAPPC – Consiglio nazionale degli architetti ha dichiarato in una nota: estendere la possibilità di acquisto dalle banche già in possesso di cessioni di credito: questa misura consentirebbe sicuramente lo sblocco dell’attuale situazione e metterebbe in condizione i tecnici liberi professionisti e le imprese di superare l’attuale difficile crisi. É necessario, inoltre, confermare in modo chiaro e inequivocabile che chi acquista un credito, già valutato da banche attraverso i loro advisor, non può avere alcuna responsabilità evitando in tal modo che il meccanismo di cessione rimanga bloccato”.

Consigliamo

Il pacchetto operativo scaricabile Le regole per le asseverazioni con il decreto costi massimi (Prezzario MiTE) di Antonella Donati, che raccoglie una selezione di documenti e di indicazioni utili da applicare al proprio caso.

Nella raccolta, il professionista troverà:

  • un documento esplicativo dedicato alle regole del decreto dei costi massimi, comprensivo di tabella di confronto dell’allegato A del decreto Requisiti Ecobonus (testo previgente e testo in vigore dal 15 aprile 2022);
  • l’allegato A con i costi massimi specifici;
  • la raccolta normativa di riferimento;
  • il glossario delle opere edilizie che rientrano nell’edilizia libera;
  • le FAQ ENEA;
  • la modellistica in formato editabile .docx per le asseverazioni delle congruità delle spese per i lavori rientranti nell’ecobonus.

Foto:iStock.com/tomazl


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