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Cosa si intende per Economia Circolare in edilizia

Il ruolo dei Criteri Ambientali Minimi (e del Superbonus) nella transizione verso un'economia circolare in edilizia

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Reduce, Reuse, Recycle (Riduci, Riutilizza, Ricicla) contro Take, Make, Use, Dispose (Prendi, Produci, Usa, Getta), ovvero Economia Circolare contro Economia Lineare: la direzione da intraprendere in ottica di sostenibilità sembra essere questa…

Ma cos’è esattamente l’economia circolare? E cosa si intende per economia circolare in edilizia?

L’economia circolare è “un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola” (come da definizione della Ellen MacArthur Foundation), quindi un modello di produzione e consumo che implica il riutilizzo e riciclo dei materiali e dei prodotti esistenti il più a lungo possibile, e che contribuisce quindi a ridurre i rifiuti al minimo e a limitare l’impatto che hanno i processi di estrazione, trasporto e utilizzo delle materie prime sul clima.

Un uso più razionale delle materie prime può infatti contribuire a ridurre le emissioni di CO₂, e anche a diminuire la dipendenza verso altri Paesi dal punto di vista dell’approvvigionamento.

L’economia circolare in edilizia, così come spiegata dal Green Building Council Italia (GBC Italia) – associazione senza scopo di lucro cui aderiscono le imprese più competitive, le associazioni più qualificate e le comunità professionali italiane operanti nel segmento dell’edilizia sostenibile – prevede diverse modalità di applicazione:

  • il riuso/riutilizzo dei materiali;
  • il riciclo dei materiali;
  • il concetto di prodotto/servizio, quindi l’estensione della responsabilità del produttore, che mantiene la proprietà del prodotto e si occupa della sua gestione e fine vita;
  • la pratica della condivisione, da perseguire, ad esempio, con la progettazione di spazi adattabili e flessibili.

Nel marzo 2020 la Commissione europea ha presentato un “Piano d’azione per una nuova economia circolare” che punta tra le altre cose a prodotti più sostenibili e alla riduzione dei rifiuti, con una particolare attenzione a quei settori considerati “ad alta intensità di risorse”, tra cui appunto quello delle costruzioni.

Nel 2021 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sul nuovo piano d’azione, chiedendo misure aggiuntive per raggiungere un’economia a zero emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale, libera dalle sostanze tossiche e completamente circolare entro il 2050. In essa sono anche incluse norme più severe sul riciclo, e obiettivi vincolanti per il 2030 sull’uso e l’impronta ecologica dei materiali.

Nel marzo 2022 poi, la Commissione ha pubblicato un primo pacchetto di misure per accelerare questa transizione, con proposte concrete che includono il potenziamento dei prodotti sostenibili e, in edilizia, la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione.

Economia circolare, CAM e Superbonus

La transizione verso un’economia circolare, ovviamente, è già in corso, grazie anche a imprese all’avanguardia che aderiscono a questo modello sostenibile. L’obiettivo europeo è quello di incentrare l’attenzione sui settori che utilizzano più risorse e che hanno un elevato potenziale di circolarità, proponendo ad esempio, per quanto riguarda le costruzioni e l’edilizia, una strategia generale per un ambiente edificato sostenibile che promuova i principi della circolarità per gli edifici.

A livello europeo, questo settore è infatti responsabile di più del 50% delle materie prime estratte e di circa il 35% dei rifiuti.

Un approccio attento verso la sostenibilità e la circolarità dei processi permette alle aziende del settore edile di acquisire competitività e notevoli vantaggi, come la riduzione dei costi, un utilizzo efficiente dell’energia, la diminuzione delle emissioni di CO₂, l’ottimizzazione e la sicurezza della catena di fornitura.

In Italia, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) in edilizia (Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici – GU Serie Generale n.259 del 06/11/2017), imponendo requisiti di circolarità nelle gare di appalto pubbliche, ha sicuramente generato una leva fondamentale per un cambiamento positivo nella direzione delle pratiche circolari, inducendo tutti gli attori coinvolti nel processo edilizio ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione.

La recente introduzione del Superbonus 110% ha inoltre portato ad un ulteriore coinvolgimento dei CAM anche nel settore privato, dato che, per poter accedere all’agevolazione, si è reso necessario certificare l’utilizzo di materiali isolanti che rispettino i CAM.

Attualmente, però, non esiste una certificazione CAM vera e propria, ma esistono certificazioni elaborate da enti terzi sulla percentuale di riciclato, e le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (Environmental Product Declaration EPD), che descrivono in modo trasparente, oggettivo e comparabile l’impatto ambientale di un determinato prodotto e sono emesse in seguito ad analisi LCA (Life Cycle Assessment) sui processi di produzione del prodotto.

Esempi concreti

Per quanto riguarda il laterizio, ad esempio, nell’allegato al decreto sui CAM si impone come requisito mimino che “I laterizi usati per muratura e solai devono avere un contenuto di materie riciclate e/o recuperate (sul secco) di almeno il 10% sul peso del prodotto“, e tra gli strumenti di verifica si autorizza l’uso di “autodichiarazione ambientale di Tipo II conforme alla norma ISO 14021, verificata da un organismo di valutazione della conformità”, da presentare alla stazione appaltante in fase di esecuzione dei lavori.

Per fare un esempio concreto, l’azienda produttrice di soluzioni in laterizio per l’involucro Wienerberger – parte dei soci GBC Italia – per fornire una valutazione e una verifica completa sugli impatti delle loro soluzioni in laterizio nell’ambito dei CAM, ha deciso di effettuare l’analisi LCA sui loro processi, con conseguente emissione della Dichiarazione Ambientale di Prodotto*. Con essa può garantire la conformità dei propri prodotti ai CAM, permettendo quindi agli operatori del processo edile di sfruttare anche i vantaggi del Superbonus.

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* Numero di certificato: ICMQ – 20117EPD, Numero di registrazione: EPDITALY0107, Data di rilascio: 21/05/2020, Valida fino al: 20/05/2025, UN CPC 37

Immagine: iStock/BsWei


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