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Dissesto: cedimento differenziale delle fondazioni

L'uso di iniezioni di resine espandenti a densità differenziata per la stabilizzazione del nodo terreno – fondazione. Ecco un caso pratico

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Capita che abitazioni stabili per anni manifestino da un giorno all’altro (o quasi) dei dissesti. Quali sono i segnali più comuni? Ovviamente le crepe e le lesioni nei muri e nelle pavimentazioni. Le cause alla base di questi spiacevoli eventi, possono essere difficili da individuare. Infatti è normale che ci siano vari fattori che si vanno a sommare determinando i cosiddetti assestamenti del terreno e delle fondazioni.

Ecco alcuni esempi di fattori determinanti nei dissesti da cedimento fondale:

  • opere di ristrutturazione che modificano la distribuzione dei carichi, senza intervenire adeguatamente in fondazione;
  • variazioni della circolazione idrica nel terreno, sia naturali che dettate da attività antropiche (ad esempio il ripristino di una rete fognaria danneggiata oppure la realizzazione di un drenaggio o di una pavimentazione non drenante);
  • periodi climatici estremi (estati molto secche o eventi alluvionali).

>>> Leggi anche: Consolidamento di terreno e di fondazioni, come procedere

Dissesto: cedimento differenziale delle fondazioni

Il caso in esame consiste in una villa costituita da due piani fuori terra nel corpo centrale e 1 piano nelle porzioni laterali. Il fabbricato è costruito in muratura portante con fondazioni continue superficiali. L’edificio si trova in collina, per la precisione nel comune di Sant’Agata di Militello in provincia di Messina.

Questa casa è stata edificata su terreni di argillosi ed è stata ristrutturata recentemente.

Non molti anni dopo la fine dei lavori sono comparse su due angoli opposti svariate lesioni e crepe sui muri portanti e sulle pavimentazioni.

L’analisi del quadro fessurativo ha evidenziato un cedimento differenziale di due angolate opposte. Tale fenomeno si evidenziava soprattutto al termine dell’estate per poi stabilizzarsi durante i periodi più umidi. Questa ciclicità stagionale, è sempre legata al comportamento dei terreni coesivi prevalentemente argillosi che ritirano e rigonfiano in funzione delle variazioni di umidità dei primi strati.

Foto 1.

 

Foto 2.

Consolidamento fondazioni con iniezione di resine espandenti

A seguito delle indagini e del rilievo con analisi del quadro fessurativo è stata evidenziata la necessità di un consolidamento delle fondazioni per ridare stabilità alle fondazioni e poter ripristinare le crepe in modo definitivo.

Sono state naturalmente prese in considerazione tutte le principali opzioni per il consolidamento fondale:

  • realizzazione di sottofondazioni tradizionali (opera ritenuta troppo invasiva)
  • consolidamento del terreno mediante iniezioni di resine espandenti o miscele consolidanti a base cementizia
  • realizzazione di fondazioni profonde su micropali (opera ritenuta troppo invasiva).
Foto 3.

Vista la richiesta di operare senza scavi e demolizioni si è optato per un consolidamento dei primi metri mediante iniezione di resine a lenta espansione.

Questa scelta tecnico – progettuale ha consentito di:

  • operare solo sulla zona ceduta, senza irrigidire la struttura e minimizzando i rischi di innescare cedimenti nella porzione non trattata;
  • intervenire senza scavi e senza nessuna demolizione di pavimenti e marciapiedi;
  • ottenere un miglioramento geomeccanico ed una stabilizzazione di tutto il volume di terreno argilloso soggetto a ritiro e rigonfiamento.

Le opere sono state completate in soli 2 giorni lavorativi (durata media dei cantieri di consolidamento con questa tecnologia).

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Al fine di verificare i miglioramenti ottenuti in termini di prestazione del terreno e per collaudare il consolidamento, sono state eseguite una serie di indagini geognostiche pre e post iniezione con prove penetrometriche dinamiche. Tali indagini vengono spesso scelte per queste verifiche, in quanto hanno vari vantaggi rispetto ad altre metodologie geognostiche:

  • possono essere eseguite prove molto vicine alle fondazioni, visto che la strumentazione non necessità di ancoraggi;
  • la lettura dei dati è molto semplice è può essere fatta da qualsiasi operatore senza rischio di errore nell’acquisizione;
  • il dato è oggettivo e affidabile sulla verticale indagata consente un raffronto chiaro tra i valori di resistenza pre e post iniezione.

Le indagini penetrometriche pre e post iniezione, hanno consentito di verificare la corrispondenza dei volumi trattati e gli incrementi di resistenza geomeccanica, ottenuti.

Foto 4.

Per maggiori informazioni:

Systab


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