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Decreto MiTE: inerti da costruzione e demolizione recuperati non più qualificati come rifiuti

Il MiTE precisa che esiste un mercato per l’aggregato recuperato e che lo stesso risulta comunemente utilizzato per la realizzazione di opere di ingegneria civile e possiede un effettivo valore economico

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Inerti demolizione e costruzione recupero

Il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha firmato il decreto – datato 15 luglio 2022.

Si tratta del regolamento che stabilisce i criteri specifici nel rispetto dei quali i rifiuti inerti dalle attività di costruzione e di demolizione e gli altri rifiuti inerti di origine minerale, sottoposti ad operazioni di recupero, cessano di essere qualificati come rifiuti.

Il MiTE precisa che esiste un mercato per l’aggregato recuperato e che lo stesso risulta comunemente utilizzato per la realizzazione di opere di ingegneria civile, in sostituzione della materia prima naturale, e possiede un effettivo valore economico e che sussistono scopi specifici per i quali la sostanza è utilizzabile, nel rispetto dei criteri definiti nel regolamento di cui si parla.

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Vediamo nel dettaglio quali sono le indicazioni contenute nel regolamento MiTE.

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Quali sono i rifiuti ai quali fa riferimento il regolamento?

Il Regolamento MiTE oltre a definire l’oggetto e le finalità, fornisce le definizioni utili per comprendere a quali rifiuti si fa riferimento.

Per rifiuti inerti dalle attività di costruzione e demolizione si intendono i rifiuti derivanti dalle operazioni di costruzione e demolizione identificati al capitolo 17 dell’Elenco europeo dei rifiuti di cui alla decisione 2000/532/CE e indicati al punto 1 della Tabella 1 dell’Allegato 1 regolamento di cui si parla.

Mentre per altri rifiuti inerti di origine minerale si fa riferimento ai rifiuti non appartenenti al capitolo 17 dell’Elenco europeo dei rifiuti di cui alla decisione 2000/532/CE e indicati al punto 2 della Tabella 1 dell’Allegato 1 del regolamento MiTE in oggetto.

I rifiuti inerti sono i rifiuti solidi dalle attività di costruzione e demolizione e altri rifiuti inerti di origine minerale che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa; i rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana.

Con il termine aggregato recuperato si fa riferimento ai rifiuti dalle attività di costruzione e demolizione e ad altri rifiuti inerti di origine minerale che hanno cessato di essere tali a seguito di una o più operazioni di recupero nel rispetto delle condizioni di cui all’art. 184-ter, comma 1, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e delle disposizioni del presente decreto.

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Il regolamento MiTE inerti da costruzione e demolizione

Il regolamento MiTE definisce i criteri ai fini della cessazione della qualifica di rifiuto, gli scopi specifici di utilizzabilità, la dichiarazione di conformità e modalità di detenzione dei campioni, il sistema di gestione e le norme transitorie e finali.

Inoltre, il decreto regolamento MiTE inerti contiene tre allegati con indicazioni su:

  1. Rifiuti ammissibili – Verifiche sui rifiuti in ingresso – Processo di lavorazione minimo e deposito presso il produttore – Requisiti di qualità dell’aggregato recuperato – Norme Tecniche di riferimento per la Certificazione CE dell’aggregato recuperato.
  2. Utilizzo dell’aggregato recuperato (tabella con norme tecniche per l’utilizzo dell’aggregato recuperato).
  3. Dichiarazione di conformità attraverso la quale viene attestato il rispetto dei criteri ai fini della cessazione della qualifica di rifiuto da parte del produttore di aggregato recuperato.

>> Scarica il Decreto Regolamento MiTE inerti rifiuti <<

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Vincenzo Riganti, già docente di Chimica industriale, Chimica macromolecolare, Chimica Generale e Inorganica nella facoltà di Scienze, di Merceologia nella facoltà di Economia e Commercio, nonché di corso libero pareggiato di Chimica nella facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia. Fino al 5 settembre 2003 è stato professore ordinario di “Chimica merceologica” nella facoltà di Scienze MM.FF.NN. Ha sviluppato sia ricerche sperimentali, sia ricerche tecnologiche e normative riguardanti le tematiche dell’ingegneria chimica ed ambientale, soprattutto nel trattamento di acque e rifiuti. È stato autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e numerosi libri di testo.

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