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Prezzario MiTE: le disposizioni riguardano anche i pannelli fotovoltaici?

In riferimento ai costi di questi impianti a quali prezzi si deve far riferimento? La risposta è all’interno dello stesso decreto MiTE. Ecco perché per i pannelli non sono applicabili i prezzari né occorre il computo metrico

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fotovoltaico prezzario mite

Fotovoltaico come soluzione immediata per limitare la dipendenza dal gas e ridurre le emissioni di gas serra. Con questo obiettivo l’installazione dei pannelli è stata liberalizzata dal decreto energia, senza più la necessità di autorizzazioni tranne che sugli immobili tutelati e dichiarati di interesse artistico.

Pannello libero, dunque, e per tutti diventa dunque più facile installare i pannelli con la detrazione ordinaria del 50 per cento, o del 110 per cento in caso di intervento trainato da Superbonus.

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Ma qual è la spesa ammessa per questi ultimi interventi? Cambia qualcosa con il prezzario del MiTE che a breve sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale?

Facciamo il punto.

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Prezzario e computo metrico anche per i panelli?

Il decreto del MiTE definisce i costi massimi specifici agevolabili ai fini dell’asseverazione della congruità delle spese per tutti gli interventi che danno diritto al Superbonus di tipo energetico, all’Ecobonus e a tutti gli altri interventi di tipo edilizio compreso il Sismabonus, specificando voce per voce i valori massimi di opere e beni.

Nel decreto è poi specificato che quando si tratta di lavorazioni o impianti che non rientrano tra quelli elencati l’asseverazione della congruità dei costi va fatta utilizzando i prezzari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome, o i listini delle camere di commercio oppure i prezzari DEI.

Queste nuove disposizioni, ci chiede un lettore, riguardano anche i pannelli fotovoltaici? E allora in riferimento ai costi di questi impianti a quali prezzi si deve far riferimento?

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Le regole del decreto Rilancio

La risposta a questa domanda si trova all’interno dello stesso decreto del MiTE.

Il testo del comma 2 dell’art. 3 stabilisce che per i pannelli non sono applicabili i prezzari né occorre il computo metrico in quanto “gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici, di sistemi di accumulo dell’energia elettrica e di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici rispettano i limiti di spesa specifici previsti dall’articolo 119, commi 5, 6 e 8, del decreto-legge n. 34 del 2020”.

In base a quanto stabilito dall’art. 119 resta dunque confermato che:

  • per l’installazione dei panelli la detrazione è ammessa fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale;
  • per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti agevolati la detrazione è ammessa fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo.

Quindi di fatto il limite per gli impianti fa riferimento ad un impianto di taglia massima di 20 kW di potenza nominale, e la cifra indicata copre ampiamente tutte le spese.

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I costi chiavi in mano

Attualmente infatti si trovano offerte sul mercato per un impianti “standard” da 3kW, che è di solito la potenza consigliata per un a famiglia di tre/quattro persone, a circa 6.000 euro. Si tratta di impianto “chiavi in mano”, ossia compreso di progettazione e installazione.

Aggiungendo un sistema di accumulo che consente di stoccare l’energia prodotta di giorno e averla disponibile anche di notte, e considerando anche in questo caso un sistema “standard” di 4,5 kW il costo arriva sui 10.000 euro.

Il tetto massimo di spesa previsto per l’agevolazione risulta perciò ampiamente in grado di coprire i costi anche considerando eventuali spese aggiuntive come, ad esempio, quelle per i ponteggi.

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Non solo Superbonus

Se l’installazione viene effettuata al di fuori dei Superbonus per le stesse spese si ha sempre diritto alla detrazione del 50 per cento, o allo sconto in fattura.

A prescindere dal fatto che l’installazione sia stata liberalizzata, infatti, gli interventi finalizzati al risparmio energetico che utilizzano fonti rinnovabili di energia, sono sempre assimilati alla manutenzione straordinaria, come prevede l’art. 123, comma 1, del TUE.

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Alessandro Caffarelli
Ingegnere aerospaziale, è CTU presso il Tribunale Ordinario di Roma. Ha progettato e diretto lavori per oltre 700 MW di impianti fotovoltaici ed eolici. È socio fondatore di Intellienergia ed attualmente Business Development Manager per EF Solare Italia.
Giulio de Simone
Ingegnere meccanico, Ph.D. in Ingegneria dell’Energia e Ambiente. È socio fondatore e CEO di Intellienergia. Ha progettato e diretto lavori per oltre 500 MW di impianti di produzione di energia rinnovabile.
Angelo Pignatelli
Ingegnere elettronico, Ph.D. in Ingegneria dei Sistemi, PMP presso il Project Management. Ha progettato e diretto lavori per oltre 200 MW di impianti di produzione di energia rinnovabile. 
Kostantino Tsolakoglou
Ingegnere aerospaziale, MSc, si occupa di sviluppo, progettazione, asset management e O&M di impianti utility scale. È Head of Engineering presso una delle maggiori realtà europee in ambito fotovoltaico. Gli autori sono docenti per conto dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma.

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Foto:iStock.com/Eloi_Omella


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2 Commenti

  1. L’articolo forse si sbaglia.
    In casi particolari la detrazione dell’impianto fotovoltaico è ammessa fino ad un limite di 1.600€/kw con il superbonus 110%, e resta invariato il limite per gli accumulatori

    • Salve,
      le riportiamo di seguito la risposta dell’autrice Lisa De Simone:
      “nell’articolo non c’è nessun errore: il tetto di spesa ridotto a 1.600€/kw, come espressamente indicato nel secondo paragrafo del comma 5 dell’art. 119 del dl 34/2020 è riservato ai casi di: demolizione e ricostruzione (lettera d) comma 1 art.3 dlgs 380/2001); interventi di nuova costruzione (lettera e); interventi di ristrutturazione urbanistica (lettera f). Si tratta, quindi di casi particolari che sono riconducibili al superbonus solo relativamente a demolizione e ricostruzione, non agli interventi più frequentemente realizzati”.
      Grazie per averci scritto. Saluti.

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