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Terremoto Centro Italia: no autorizzazione paesaggistica per ricostruzione edifici danneggiati

Gli interventi però devono essere conformi all'edificio preesistente e non prevedere incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni necessarie

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Per gli edifici danneggiati dal sisma (anni 2016-2017) e siti nelle zone terremotate del Centro Italia non è necessaria l’autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza.

Il chiarimento è riportato nella Circolare emanata dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio – il 7 marzo 2022.

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La circolare in questione, che si rivolge alle Soprintendenze dell’area Centro Italia (Ancona e Pesaro e Urbino, Ascoli Piceno e Fermo e Macerata, L’Aquila e Teramo, Area metropolitana di Roma e Provincia di Rieti, Umbria), ha per oggetto: Ristrutturazione edilizia su immobili soggetti a tutela paesaggistica. Chiarimenti sull’autorizzazione paesaggistica.

Vediamo nel dettaglio quali indicazioni contiene e nello specifico quali sono gli interventi per i quali non è richiesto l’atto.

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Gli interventi esenti dall’autorizzazione paesaggistica

Come definito all’art. 146 comma 4 del D. Lgs. n. 42/2004, l’autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto per il rilascio del permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l’intervento urbanistico-edilizio, questo vuol dire che per poter ottenere un titolo abilitativo edilizio è necessario il rilascio dell’ autorizzazione paesaggistica.

Tale atto a detta del MIC non sarà più necessario per la ricostruzione degli edifici danneggiati dai terremoti che hanno interessato le aree del Centro Italia nel 2016-2017, anche in caso di integrale demolizione e ricostruzione.

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Si legge infatti nel documento che non necessitano di autorizzazione paesaggistica:

a) gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, conformi all’edificio preesistente, che non prevedono incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni “necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici, nonché quelle necessarie per l’efficientamento energetico dell’edificio e per l’adeguamento agli standard igienico sanitari”.

b) le modifiche dei prospetti negli interventi di ricostruzione di cui al comma 2 dell’art.12 del 189/2016 (DL recante Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016).

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La conferma dell’Ufficio Giuridico della Presidenza del Consiglio

Il parere emesso dal MIC è in linea con quanto affermato dall’Ufficio giuridico della Presidenza del Consiglio – struttura commissariale, in un documento firmato da Pierluigi Mantini e dal Consigliere Paolo Carpentieri il 22 febbraio 2022 con oggetto: Parere in merito alla circolare della Direzione Generale, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura del 15/10/2021, n. 44, avente a oggetto “Definizione di ristrutturazione edilizia su immobili soggetti a tutela paesaggistica”, anche con riferimento alla Circolare n. 38/2021.

Nel documento viene sottolineata l’evidente diversità tra un intervento di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, che si inserisce in un tessuto urbano e architettonico consolidato, uniforme e omogeneo, anche attraverso la modalità dell’edilizia “sostitutiva”, rispetto alla differente condizione di chi è obbligato a ristrutturare un edificio danneggiato per cause sismiche in una scena urbana gravemente alterata dagli eventi calamitosi.

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In riferimento alla normativa speciale applicabile nei Comuni del sisma 2016, viene poi precisato che:

  • gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con totale demolizione e ricostruzione, conformi all’edificio preesistente, che non prevedono incrementi volumetrici o di superfici, salve le modeste variazioni “necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e di sicurezza degli impianti tecnologici, nonché quelle necessarie per l’efficientamento energetico dell’edificio ai sensi dell’art. 14, commi 6 e 7 del d.lgs. 4 luglio 2014, n. 102 e per l’adeguamento agli standard igienico sanitari”, non richiedono il preventivo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, non determinando un’alterazione dello stato preesistente, nel rispetto delle prerogative dell’autorità preposta al vincolo circa la conforme e regolare attuazione degli interventi;
  • le modifiche dei prospetti negli interventi di ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma 2016 non sono soggette a “speciali autorizzazioni”, ai sensi dell’art. 12, secondo comma, del decreto-legge 189/2016.

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Giulio Berruquier, geometra libero professionista, consigliere del collegio provinciale geometri di Asti, si occupa di urbanistica. Collaboratore e responsabile dell’area edilizia privata presso uffici tecnici comunali, membro di commissioni edilizie locali. Docente in corsi di aggiornamento e perfezionamento professionale in materia di edilizia e urbanistica.
Mauro Corino, architetto libero professionista, laureato presso il Politecnico di Torino con indirizzo di Tutela e Recupero del Patrimonio Storico Architettonico. Master presso l’Università Europea di Roma in Architettura e Arte Sacra. Componente delle Commissioni locali per il Paesaggio in ambito della provincia astigiana e della città Metropolitana di Torino. L’attività lavorativa svolta presso enti pubblici e privati, mira al recupero di Beni Storici e Tutelati.

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Classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici e sisma bonus

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Aggiornato alla legge n. 58/2019 (conversione del d.l. 34/2019 c.d. Decreto Crescita) il prontuario si configura come un supporto operativo indispensabile per il professionista nell’analisi e nell’interpretazione della disciplina per la classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici (d.m. 65/2017 – attribuzione e miglioramento della classe di rischio) con esempi pratici dettagliati secondo i due metodi previsti dalla normativa: metodo convenzionale e metodo semplificato, senza tralasciare la fase di asseverazione che il progettista deve rilasciare.
Il testo evidenzia anche le novità riguardanti gli interventi su edifici esistenti previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni 2018 (d.m. 17 gennaio 2018) e dalla circolare esplicativa n. 7/2019. Vengono esaminate le procedure di valutazione della sicurezza e della classe di rischio ante e post operam. Oltre agli aspetti tecnici, altrettanto importante è la parte fiscale a cui è dedicato un intero capitolo approfondito e corredato da esempi per l’applicazione del Sisma Bonus.

Struttura del prontuario
Edifici esistenti e normativa antisismica nazionale Classificazione del rischio sismico:
• Linee guida n. 65/2017
• Attribuzione della Classe di Rischio
• Miglioramento della Classe di Rischio
• Procedura di asseverazione
Esempio di applicazione con metodo convenzionale e metodo semplificato Aspetti fiscali del Sisma Bonus ed esempi pratici

Leggi descrizione
Matilde Fiammelli, Roberto Cornacchia, 2019, Maggioli Editore
24.00 € 22.80 €

Foto:iStock.com/Rudolf Ernst


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