Regolamento Edilizio Tipo

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    Nella Gazzetta Ufficiale 268 del 16 novembre 2016 è stata pubblicata l’intesa del 20 ottobre 2016 tra Governo, Regioni e Comuni riguardante l’adozione del Regolamento edilizio unico (detto anche tipo, visto che dovrà essere un modello su cui basarsi per le specificità delle singole Regioni) di cui all’articolo 4, comma 1 sexies del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

    Clicca qui per vedere nel dettaglio le tempistiche di adozione e per i dettagli del decreto

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    Il Regolamento edilizio cambia nome: diventa “tipo” e non più “unico”. Il Decreto sul Regolamento edilizio tipo è vicino al varo. Con la sua adozione verranno sostituite le oltre 8mila norme comunali. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha messo a punto lo che contiene le 42 definizioni standardizzate adottate all’inizio dell’anno. È un indice a cui gli Enti locali dovranno attenersi, ma ci sarà la possibilità di adattarlo alle proprie esigenze: per questo non viene più chiamato Regolamento edilizio unico ma Regolamento edilizio tipo. Leggi l’articolo Il Regolamento edilizio cambia nome: non è più “unico” ma “tipo”

    Aggiornamento del 3 agosto 2016. Il regolamento Unico Edilizio sarà approvato entro settembre 2016. Leggi tutta la notizia.

    Che cos’è?

    Il Regolamento Edilizio Tipo è un regolamento edilizio tipo valido per tutti gli 8.000 Comuni italiani ed è una delle misure per la semplificazione nel settore delle costruzioni contenuta nel decreto legge Sblocca Italia.  Dovrebbe poi concretamente prendere vita tramite un decreto dei Ministeri delle infrastrutture e per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

    Ogni Comune avrebbe la possibilità di conformare il testo base secondo le proprie specificità: sarà lo strumento con cui ogni Comune regola l’attività di costruzione sul proprio territorio, indicando le prescrizioni progettuali e costruttive che meglio si conformano alla realtà locale. leggi Un regolamento edilizio tipo per tutti gli 8000 Comuni italiani: la novità con lo Sblocca Italia.

    Ma l’impianto del regolamento rimarrebbe unico per tutto il Paese. Questo comporterebbe un’evidente semplificazione nel lavoro dei professionisti.

    I Comuni sono tenuti ad adottare il Regolamento Edilizio Tipo entro i termini che saranno stabiliti mediante gli accordi in sede di Conferenza unificata.

    Leggi anche Regolamento edilizio tipo: dalla molteplicità alla semplificazione.

     

    contenuti

    Contenuti del Regolamento Edilizio Tipo

    Il Regolamento Edilizio Tipo raccoglierà le regole e le tecniche per definire gli interventi in ambito edilizio e urbanistico:
    – caratteristiche e requisiti igienico-sanitari e di sicurezza,
    – criteri di accessibilità per l’abbattimento delle barriere architettoniche,
    – definizione degli elementi costitutivi o di corredo delle costruzioni,
    – misure per gli incentivi relativi agli interventi di riqualificazione del costruito,
    – misure per il risparmio energetico e per l’installazione di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili,
    – misure per la bioedilizia e la qualità architettonica nelle periferie e nei centri storici.

     

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    Tempistiche di attuazione

    L’approvazione del Regolamento Edilizio Tipo è un tassello importante all’interno dell’agenda per semplificazione per il triennio 2015-2017. L’approvazione del Regolamento unico è in ritardo sul calendario dell’agenda: il via libera ai Comuni doveva essere dato entro novembre 2015. Il 27 aprile il Ministro per la semplificazione Madia ha annunciato che manca poco per il varo del Decreto contenente il Regolamento edilizio unico.

    Sono in fase di perfezionamento gli articoli del Regolamento Unico idonei a fissare i limiti alla facoltà degli enti locali di definire le regole di attuazione dei piani urbanistici: gli enti locali dovranno rispettare la normativa nazionale e regionale e le definizioni standardizzate. Lo schema di Regolamento Unico andrà in Conferenza Stato Regioni per l’approvazione definitiva. Le Regioni potranno poi procedere al recepimento entro sei mesi, per poi applicarlo presso le amministrazioni comunali.

    Le 42 definizioni standardizzate sono già stata approvata nel tavolo tecnico a cui partecipano Dipartimento della Funzione pubblica, Ministero Infrastrutture e tutte le Autonomie. La versione finale del regolamento dovrà poi essere approvata in Conferenza unificata, una volta completata la redazione di tutte le parti del regolamento.

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    Cosa sono le definizioni standardizzate?

    Si tratta di 42 definizioni uniformi per tutti i comuni e inderogabili che saranno allegate al Regolamento Edilizio Unico. Scarica qui il Quadro delle definizioni uniformi approvate l’8 febbraio.

    Nei regolamenti di un campione di città capoluogo di provincia è possibile cogliere un “assaggio” delle differenze per le singole definizioni. Le descrizioni di superficie coperta a Bologna, Cagliari e Roma non coincidono il quadro delle definizioni standard approvato. A Palermo, Torino e Venezia le descrizioni del parametro elencano le diverse parti dell’immobile le cui superfici concorrono a formare quella coperta.

    Viste le grandi differenze da un Comune all’altro, in molti casi i criteri per la determinazione quantitativa dei parametri che ora sono parti importanti delle definizioni potranno essere riportati in testi allegati ai nuovi regolamenti. Con l’approvazione del testo completo del regolamento in conferenza unificata, verranno stabiliti anche i margini di libertà e di movimento dei Comuni sui singoli punti.