Più di un miliardo stanziato per mettere in sicurezza le scuole italiane. Solo 73 milioni sono stati spesi realmente. Questo significa che sono pochissimi gli edifici scolastici che resisteranno a eventuali scosse di terremoto. E tra poco inizierà il nuovo anno scolastico.

Il Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Istruzione tengono sotto controllo la situazione e l’avanzamento dei lavori rispetto ai piani approvati dal Cipe. Scuola per scuola sono stati censiti gli edifici nelle situazioni peggiori. C’è solo un piano già partito, ed èquello per il quale sono stati utilizzati i 73 milioni: approvato dal Cipe nel 2010, prevedeva 1706 interventi in tutta Italia per un totale di 358 milioni di euro, ma solo il 20% del programma è stato ultimato. Dicono dalle Infrastrutture che l’avanzamento del programma va a rilento a causa della mancata attribuzione in termini di competenza dell’importo del programma. Si spera in un recupero anche in seguito alle vacanze estive, il periodo migliore per completare i lavori senza chiudere le scuole: entro fine dell’estate e prima della riapertura dell’anno scolastico i lavori dovrebbero accelerare.

Quali fondi si possono utilizzare?
Sono disponibili 259 milioni per le otto Regioni del Sud per opere di consolidamento antisismico e per la messa in sicurezza. Ancora non c’è nessun cantiere.
114 milioni sono stati affidati in gestione alle Commissioni di Camera e Senato per le scuole, anche paritarie, del Centro Nord. L’erogazione è vincolata a questioni giuridiche non ancora risolte. Quindi, tutto è fermo.
226 milioni sono stati destinati alle scuole in Abruzzo, in seguito al terremoto del 2009. Sono stati spesi solo al 19%. A proposito del terremoto in Emilia, non è ancora definitiva l’assegnazione: per le urgenze sono stati dirottati 80 milioni ma ne dovrebbero arrivare altri 74. Tutto, comunque, è fermo.
Per quanto riguarda le nuove scuole, quelle da costruire ex novo, ci sono solo alcune parole del ministro Profumo che ha detto che i nuovi edifici scolastici dovranno essere più efficienti dal punto di vista energetico e aperti alla multimedialità. Ben poco quindi. Sono stati accantonati 100 milioni, mentre al ministero del Lavoro un pool di esperti sta elaborando un progetto di prototipo di scuola del futuro che, forse, sarà pronto entro al fine di settembre.
Anche in questo caso, comunque, tutto è fermo.

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