Sabato 25 agosto si è riunito a Milano il Consiglio di Amministrazione dell’Ilva e ha approvato il piano da 146 milioni per la realizzazione di interventi utili alla diminuzione dell’inquinamento e al miglioramento dell’impatto ambientale. Il piano garantisce inoltre piena collaborazione con le autorità e un dialogo continuo con esse. Questo rappresenta una novità importante portata da Ferrante, alla guida dell’Ilva da poco più di un mese, rispetto all’Amministrazione precedente, i cui rapporti con le autorità sono sempre stati difficili.

La parola chiave è Aia (Autorizzazione integrata ambientale), di cui sono costrette a dotarsi alcune imprese per dimostrare di essere in possesso dei requisiti richiesti dalle leggi europee rispetto ai limiti di emissioni. L’Aia è rilasciata dalla Regione ma per gli impaintoi più grandi deve intervenire il Ministro dell’Ambiente sulla base di un parere di una commissione tecnica all’interno della quale il Comune interessato deve dare un parere sanitario. La durata dell’Aia varia da 5 a 10 anni.  Se vuoi saperne di più sull’Aia visita il sito del Ministero dell’ambiente aia.minambiente.it.

Una parte dei finanziamenti (146 milioni) è stata utilizzata per interventi già in corso di esecuzione come il campionamento della diossina al camino E312 (pronto a fine settembre) e la barriera antipolveri posta tra lo stabilimento e il quartiere Tamburi (pronto a fine anno).
Altri interventi saranno valutati con i custodi nominati dai giudici. L’avvio dei lavori sarà immediatamente successivo all’ok. Con i custodi Ferrante ha già raggiunto accordi sulle tecnologie per la videosorveglianza che permetterà un controllo accurato sulle 24 ore nelle aree sotto sequestro e permetterà di accertare se ci sono impianti mal funzionanti o emissioni anomale.
Il piano di 146 milioni comprende anche la realizzazione di ulteriori dispositivi utili a catturare le polveri che si sollevano nell’area dell’agglomerazione. Inoltre l’azienda si è impegnata anche a realizzare quattro centrali per il controllo della qualità dell’aria lungo il perimetro della fabbrica.

Questi sono i primi interventi e il percorso di risanamento si annuncia lungo e oneroso. Sono inoltre da valutare i costi e i tempi di attuazione delle prescrizioni impiantistiche facenti parte della nuova Aia che i custodi sottoporranno all’Ilva. Il Procuratore Capo di Taranto ha a questo proposito sottolineato che non tocca allo Stato pagare, ma all’Ilva.
In conclusione ricordiamo che Clini ha dichiarato che la procedura per la revisione dell’Aia per l’Ilva di Taranto, aperta a marzo 2012, sarà chiusa il 30 settembre 2012.

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