Terremoto Emilia: solo agibilità ordinaria per capannoni e stalle
Terremoto Emilia: solo agibilità ordinaria per capannoni e stalle

Il Senato ha convertito in legge il decreto per il terremoto in Emilia 74/2012 che mette in atto semplificazioni per le disposizioni in materia di agibilità sismica solo per alcune categorie produttive: magazzini, capannoni, stalle e altre strutture inerenti alle attività produttive agroalimentari e zootecniche hanno bisogno solo dell’acquisizione della certificazione dell’agibilità ordinaria. Sono inoltre escluse dall’adeguamento antisismico le strutture rimaste totalmente intatte, che cioè hanno resistito indenni a oltre il 70% della sollecitazione sismica. Leggi anche lo Speciale Antisisimica.
Il direttore di Assobeton, Maurizio Grandi, ha dichiarato che questo vincolo è corretto per gli ospedali o le scuole, ma è “vessatorio” per i siti industriali: il rischio è che le piccole e medie imprese debbano sostenere interventi strutturali costosi anche per danni minori agli impianti e non alle strutture.

Dal punto di vista processuale, il decreto legge ha rinviato al 31 dicembre 2012 tutti i termini di scadenza in ambito processuale originariamente previsti al 31 luglio.

Sono state eliminate le norme sulla proroga di due anni dei termini di validità di titoli abilitativi edilizi e sulla proroga di quattro anni del termine per l’inizio lavori o per l’esecuzione di opere di urbanizzazione a carico di privato in caso di convenzioni di lottizzazione o di accordi similari.
I Comuni possono consentire alle aziende colpite dal terremoto ampliamenti nella misura del 20%, in fase di ricostruzione dei capannoni.
La legge di conversione ha determinato nuovamente le categorie di beneficiari (enti non commerciali, soggetti pubblici, organizzazioni, fondazioni o associazioni con esclusivo fine solidaristico o sindacale, servizi) dei contributi, che si otterranno solo attraverso la presentazione di perizia giurata.

Allo scopo di contrastare le infiltrazioni mafiose durante la ricostruzione, la legge individua categorie di lavori a maggiore rischio anche nel trasporto di materiali a discarica per conto di terzi, nello smaltimento dei rifiuti e nel confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e bitume.

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