Strategie Inu per infrastrutture in tempo di crisi: i progetti paese
Strategie Inu per infrastrutture in tempo di crisi: i progetti paese

Presentiamo di seguito la seconda parte del documento compilato dall’Inu sulle infrastrutture necessarie in tempo di crisi (leggi la prima parte Infrastrutture, le strategie dell’Inu: cosa serve per la crescita, all’interno della quale si tratta del rapporto tra infrastrutture e territorio, città e politica).  Nella seconda parte trattiamo di questioni metodologio-politiche e dei “progetti paese” delle due macroregioni nord e centro.

Sotto, una breve anticipazione del documento Inu. Per leggere tutto il documento, scarica il pdf.

Leggi la terza e ultima parte, dedicata ai progetti paese in dettaglio.

5. Questioni metodologiche e politiche
5.1. Premessa

Prima di illustrare le schede progetto, ci sono una serie di questioni da chiarire, di carattere non solo metodologico ma anche politico, come quella della rappresentazione territoriale della visione guida e delle strategie dei progetti paese; quelle della responsabilità di governo e dei finanziamenti; quelle della strumentazione tecnico-istituzionale.

5.2. La rappresentazione territoriale
Per quanto riguarda la questione della rappresentazione, la nostra scelta è quella di articolare il paese per macroregioni funzionali.
Siamo perfettamente consapevoli che la “macroregione” non esiste come entità istituzionale e che è lungi dall’esserlo anche come entità di cooperazione territoriale (per quanto non si possano ignorare dei tentativi, per ora ancora limitati, in atto soprattutto nel nord padano e nel centro tra Toscana ed Emilia Romagna). Useremo il concetto, quindi, in una sua accezione essenzialmente trasportistica e funzionale, a geometria variabile e di livello intermedio, tra stato e sistemi territoriali locali, nell’ottica di una governance multilivello tra locale e globale. Non si può peraltro dimenticare che, in Europa, la tendenza alle macroregioni è ormai conclamata e, in alcuni casi, è dotata anche di un certo livello di istituzionalizzazione (ricordiamo solo quelle del Baltico, del Danubio, del Mar Nero).

E’ tuttavia vero che, macroregioni ricalcate sulla classica tripartizione territoriale di nord, centro e sud, rischiano di ipostatizzare e cristallizzare descrizioni e situazioni storicamente date ma anche, spesso, poco inclini a cogliere i nuovi fenomeni come la longitudinalità indotta dall’Alta Velocità e la presenza di due città globali, come Milano e Roma, che sarebbe errato ricondurre ad un limitativo ruolo regionale od anche macroregionale ma anche ignorare o trascurare a causa  della difficoltà ad includerle in una geografia sub-nazionale. Si è pensato, quindi, di accompagnare, alla tradizionale lettura per grandi circoscrizioni geografiche, difficilmente discutibile sul piano dell’evidenza strutturale (cfr. Tab. 1), con:
– da una parte, una focalizzazione anche sugli effetti di ristrutturazione e di “geotropismo” che la dorsale dell’AV può indurre sul tradizionale  assetto territoriale del paese;
– e, dall’altra,  sul ruolo di hub globali delle città di Milano e di Roma e sugli effetti che queste realtà possono indurre sull’intero sistema paese.

 

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