Norma CEI 0-21, l’AEEG riconosce il problema ma non agisce

Continua la vicenda della Norma CEI 0-21 che sta mettendo in subbuglio il settore fotovoltaico italiano e rischia di assumere contorni kafkiani. Infatti, sebbene l’AEEG, Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas abbia preso atto della carenza sul mercato dei dispositivi di protezione di interfaccia, non ha proposto nessuna possibile via di soluzione.

Ricordiamo che in base a quanto previsto dall’allegato A70 al codice di rete di Terna e dalla norma CEI 0-21 l’Autorità ha reso obbligatorio dal 1° luglio 2012, l’installare sugli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 6 kW con la delibera 84/12.

Qualche giorno fa era stato Giorgio Ruffini, presidente dell’Associazione Azione Energia Solare a scrivere all’AEEG per sollecitare la risoluzione del problema che mette a rischio migliaia di progetti fotovoltaici in tutta Italia (leggi anche Proroga Norma CEI 0-21, AES scrive all’Autorità per l’Energia e il Gas). Ora anche il GIFI/ANIE chiede con urgenza un intervento del Ministero dello sviluppo economico

Per il presidente del GIFI, Valerio Natalizia “è assurdo che l’AEEG riconosca il problema ma decida di non indicare possibili soluzioni. Si vuole affossare definitivamente il settore  fotovoltaico? La questione dei sistemi di protezione di interfaccia in bassa tensione rimane ancora irrisolta“.

E anche sulla presunta necessità di garantire la sicurezza degli impianti fotovoltaici, che sarebbe assicurata dall’installazione dei dispositivi d’interfaccia, Natalizia puntualizza che “i sistemi in questione non nascono per la salvaguardia del sistema elettrico nazionale. È ben noto infatti che l’obbligo di tali dispositivi sulla rete di bassa tensione nasce dall’esigenza di garantire il distacco completo e non parziale dell’impianto in occasione di perturbazioni sulla rete di bassa tensione, cosa certamente importante ma meno urgente”.

Non avendo avuto riscontri positivi dall’AEEG, dunque il GIFI si rivolge direttamente al Ministero dello sviluppo economico: “Richiediamo in maniera ufficiale – conclude Natalizia – l’intervento urgente del Ministero dello Sviluppo Economico a tutela e salvaguardia di centinaia di impianti già realizzati che rischiano a questo punto di non poter accedere a nessuna tariffa incentivante”.

Ci sarà una risposta?

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