Possibilità per gli enti religiosi di edificare sul territorio laziale strutture a destinazione turistico-ricettiva, residenziali e commerciale, per reperire risorse finanziarie necessarie alla costruzione di nuove chiese e/o edifici destinati al culto. Questo, in estrema sintesi, il contenuto di un “su” emendamento presentato dall’assessore all’Urbanistica della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, durante la discussione sulle modifiche al Piano Casa Lazio 2012, e che ha scatenato moltissime polemiche.

Ricordiamo che è iniziato ieri il confronto sul Piano Casa Lazio 2012 con la relazione di Ciocchetti. La proposta per modificare il Piano Casa Lazio, la cui legge era stata approvata nel 2011, si era resa necessaria “per superare alcune impugnative presso la Corte costituzionale decise dal Consiglio dei ministri su alcuni commi della legge”.

Nello specifico, le modifiche al Piano Casa Lazio riguardano:
– procedure da seguire per ridurre i contenziosi;
– abolizione della possibilità di titolo abilitativo formatosi con il silenzio assenso;
– necessità del preventivo nulla osta dell’ente gestore nel caso di interventi nelle aree naturali protette;
– specificato che i programmi integrati di riqualificazione urbana e ambientale, previsti dal Piano Casa Lazio, sono interventi volti alla valorizzazione del territorio;
– eliminata la parte relativa alla possibilità di realizzare impianti sportivi nelle zone a delle aree naturali protette.

“Altra ragione che ci ha portato a questa proposta di legge – ha detto Ciocchetti durante la presentazione in aula – è quella di dare soluzione a una serie di questioni sull’edilizia residenziale e in particolare sull’assegnazione alla cooperative dei bandi per le zone 167. In commissione abbiamo anche approvato un emendamento per venire incontro alle richieste dei proprietari di abitazioni costruite in diritto di superficie”.

La polemica sull’Emendamento Chiesa
È stata però la presentazione, da parte dello stesso Ciocchetti, di un emendamento che favorisce gli enti religiosi, consentendo di edificare strutture a varia destinazione d’uso per finanziare la costruzione di edifici adibiti al culto a scatenare un vero e proprio vespaio.

“Questa legge non risponde alle osservazioni del Governo sull’incostituzionalità di parti importanti della legge: sulle deroghe ai piani paesaggistici, per quanto riguarda la realizzazione, ad esempio, dei porti in aree delicate dal punto di vista ambientale, oppure sulla vicenda dei campi da sci”, dice Bonelli dei Verdi, che, a proposito dell’emendamento ‘Chiesa’, aggiunge: “la possibilità di realizzare interi quartieri, uffici e centri commerciali per finanziare nuove chiese si chiama speculazione. La nostra sarà un’opposizione molto dura”.

“Ciocchetti riesce a stupirci: altro che Piano Casa siamo al Piano Chiese: migliaia e migliaia di metri cubi per realizzare edifici di culto”, aggiunge Nieri di Sel.

“Sul subemendamento che riguarda le opere religiose nel Piano Casa Lazio”, ha replicato l’assessore, “ricordo che si interviene su una legge che già stabilisce finanziamenti per realizzare luoghi di culto, che sono considerati dalla legislazione italiana opere di urbanizzazione secondaria e quindi opere pubbliche, finanziate con le tasse pagate dei cittadini. La crisi economica non ci permette di usare questo strumento, per cui ne abbiamo individuato un altro, prevedendo che su terreni di proprietà religiosa si possa usare la leva urbanistica per finanziare la realizzazione del luogo di culto stesso. Siamo comunque disponibili a migliorare questa norma”.

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1 COMMENTO

  1. URGE UN PIANO CASA CHE RISOLVA IL PROBLEMA CASA E LAVORO E CHE NON FRENI. NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE.
    Sono da sempre per la difesa dell’ambiente. Non si può passare, però, da permessi immensi a rigidità infinite.
    Non comprendo le lungaggini e le incertezze di provvedimenti che invece di riavviare lo sviluppo continuano a frenarlo.
    Nel 2009 esce una legge regionale che permette l’ampliamento del 20%. Un cittadino va dal tecnico di fiducia per il progetto e gli viene detto di attendere: non c’è chiarezza.
    Passa del tempo, il tecnico telefona e dice che si può fare.
    Il cittadino cerca di reperire i quattrini per l’ampliamento e una volta pronti torna dal tecnico che gli dice di attendere ancora perché, purtroppo alla luce delle ultime novità, non si sa se si può fare.
    Passa altro tempo con le disponibilità rimediate inutilizzate e gli viene detto, dal tecnico, che è questione di qualche mese…
    Sono passati altri mesi e mesi e oggi ancora si aspetta un’altra legge di modifica del Piano Casa.
    Negli ultimi 40-50 anni sono sorti quartieri in zone periferiche, con vincoli paesaggistici o parchi naturali, che oggi sono interni alle città.
    Quartieri dotati di opere di urbanizzazione primaria e servizi, con negozi, scuole, chiese e verde pubblico.
    Non si comprende perché non dovrebbe essere possibile aggiungere una stanza a causa di: vincoli paesaggistici o idrogeologici o perché parco naturale.
    Si può difendere l’ambiente anche rendendolo più vivibile col 20% in più, per piccoli interventi e tutele e recuperi ambientali vincolanti. Impedendo naturalmente quello che giustamente la Giunta Zingaretti ha impedito.
    Sono passati cinque anni dal 2009. Quello che doveva essere il Piano Casa per il riavvio dell’edilizia e la “soluzione casa” per tante famiglie , sta diventando la tomba di tanti piccoli progetti con tempo e quattrini bruciati da istituzioni e cittadini.

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