Nel nuovo decreto Salva Italia sono presenti  alcune disposizioni che riguardano la materia edilizia, ma hanno riflessi fiscali.

Mi riferisco all’articolo 4 del decreto medesimo (n. 201/2011) che dispone in merito alle detrazioni per interventi di ristrutturazione di efficientamento e per spese conseguenti a calamità naturali.

Ciò che, a mio avviso, è opportuno mettere in rilievo sono gli interventi che godono dei benefici fiscali: si tratta di interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo (si richiama l’articolo 3 del DPR 380 del 2001 che riporta le tipologie di interventi edilizi) finalizzati alla ricostruzione di immobili a seguito di eventi calamitosi, per non frenare la ricostruzione in caso di necessità.

Inoltre sono avvantaggiati, fiscalmente, anche gli interventi di realizzazione di autorimesse pertinenziali. A questo proposito si dovrà valutare correttamente la definizione di pertinenza, che, in materia edilizia ed urbanistica, ha una accezione diversa, più ristretta, come ricorda la giurisprudenza di Cassazione e Amministrativa, di quella civilistica.

Infine va ricordato che godono dei benefici fiscali anche le misure antisismiche, con particolare riguardo alla messa in sicurezza statica, su parti strutturali di edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e di interi edifici.

Una nota particolare va al fatto che gli sgravi fiscali, con grande sensibilità legislativa, sono previsti per la rimozione dell’amianto e per l’esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

Oltre alla messa a norma degli edifici. L’articolo prosegue con le modalità di detrazione.

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