Quinto Conto Energia, bloccherà il mercato e creerà disoccupati

“I Ministri firmatari del quinto Conto Energia non hanno voluto interpretare il fotovoltaico come motore dello sviluppo del Paese bloccando di fatto il mercato e causando la ulteriore perdita di migliaia di posti di lavoro”, sono dure e amareggiate le parole di Valerio Natalizia, presidente del GIFI nel commentare i contenuti del decreto 5 luglio 2012 sugli incentivi al fotovoltaico, pubblicato sul S.O. n. 143 della Gazzetta Ufficiale del 10 luglio 2012 (leggi il testo del decreto 5 luglio 2012 sul quinto Conto Energia).

“Che sia una legge punitiva“, continua il numero uno del GIFI, “lo si evince chiaramente sin dalle premesse e dalle considerazioni introduttive. Il riferimento  all’occupazione del suolo ed all’aumento del costo dell’energia sono stati utilizzati in maniera faziosa per giustificare una legge che di fatto contingenta il mercato fotovoltaico senza dare il giusto slancio per raggiungere la piena competitività del settore”.

Le intenzioni verbali dei Ministri non si sono tradotte in fatti concreti denuncia Natalizia. “Con il quinto Conto Energia molte aziende che fino ad oggi hanno seriamente investito capitali sono costrette a ridimensionare drasticamente il personale e ridurre gli investimenti a scapito non solo del Sistema Paese ma anche delle casse dello Stato. Niente di più paradossale se si pensa che questo Esecutivo ha la missione di rilanciare l’economia nazionale e migliorare il bilancio dello Stato”.

L’imposizione del registro, il contingentamento delle risorse disponibili e la non adeguata gestione dei tempi di emanazione del decreto sono tutti elementi che, secondo il vertice del Gruppo imprese fotovoltaiche italiane provocherà un imbrigliamento del mercato, un aumento della burocrazia, generando anche un effetto ‘boomerang’ sui costi legati all’incentivazione.

L’annuncio prematuro del cambio legislativo ha infatti generato una corsa all’installazione, testimoniata anche dal contatore del GSE, e quindi l’aumento degli incentivi erogati, che di fatto vanifica quelle che sono le intenzioni del quinto Conto Energia.

“In questo contesto – conclude Natalizia – urge, onde evitare il collasso dell’industria, risolvere tutte le limitazioni regolatorie allo scopo di liberalizzare il mercato dell’energia dando la possibilità reale di produrre e vendere l’energia elettrica anche sulla base di contratti tra privati. A tale scopo la rapida regolazione dei Servizi Efficienti di Utenza, i cosiddetti SEU, e delle Reti Interne di Utenza rappresenta l’ultima spiaggia per il salvataggio dell’industria fotovoltaica. Come GIFI-ANIE daremo da subito il nostro contributo all’attuazione di  meccanismi semplici e efficaci che presenteremo alle Istituzioni nelle prossime settimane nell’ottica di continuare a supportare l’industria nazionale”.

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