Decreti Pagamenti P.A., l’ANCE chiede maggior tutela all’edilizia

La pubblicazione lunedì scorso dei due decreti ministeriali che rendono operativi gli strumenti per risolvere il problema dei ritardati pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese non è risolutiva per le imprese del settore edilizio.

A dirlo è l’ANCE, l’associazione dei costruttori legati a Confindustria, che denuncia “inutili appesantimenti burocratici e perdite di tempo per le imprese di costruzione in particolare nel caso di anticipazioni” contenuti nei decreti (leggi anche Crediti delle imprese verso la P.A., c’è aria di fregatura?).

Ricordiamo che i due decreti pubblicati lunedì 2 luglio sulla Gazzetta Ufficiale n. 152 riguardano la certificazione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti degli enti locali e i criteri per la compensazione dei crediti certificati, in particolare con le somme iscritte a ruolo.

L’ANCE chiede soprattutto che “vengano riconosciute le specificità che la normativa attribuisce ai contratti di lavori pubblici”.

Con riferimento ai contratti pubblici per la realizzazione di lavori, si legge in una nota diffusa dall’associazione dei costruttori, il Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. 163/2006), e il relativo regolamento di attuazione (d.P.R. 207/2010) determinano già, con grande chiarezza, il processo per il riconoscimento della certezza, liquidità ed esigibilità dei crediti vantati dalle imprese appaltatrici.

L’obiettivo che si pongono i costruttori è che “ci sia piena equiparazione tra la certificazione vigente nel campo dei lavori pubblici e quella ai sensi dei decreti appena pubblicati”.

“Oltre a questi decreti”, continua la nota pubblicata sul sito ANCE, “si evidenzia che nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2012 sono stati pubblicati altri due decreti relativi alla certificazione dei crediti delle imprese con le amministrazioni statali e alla possibilità di pagamento dei crediti della P.A. con titoli di Stato“.

In questo caso, poiché i costruttori rilevano che “da una prima lettura di quest’ultimo decreto sembrerebbe che l’ambito di applicazione sia limitato alla somministrazione di forniture e servizi”, lo sforzo è indirizzato “affinché i contenuti di quest’ultimo decreto si applichino anche ai lavori pubblici, in linea con quanto stabilito dalla nuova direttiva europea sui ritardati pagamenti (direttiva 7/2011, considerando 11)”.

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