Restauro del Colosseo, vince Della Valle e perde il Codacons

Ultimo capitolo della saga che ha per protagonista la sponsorizzazione del restauro del Colosseo da parte dell’imprenditore Diego Della Valle, patron della Tod’s. A firmare la nuova puntata di questa vicenda, che somiglia sempre più a un feuilleton d’altri tempi, sono i giudici del TAR Lazio che hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Codacons.

Ricordiamo che l’associazione dei consumatori si era appellata al tribunale amministrativo del Lazio per contestare la legittimità dell’affidamento al gruppo Tod’s dei lavori di restauro del Colosseo.

“Ora il Ministero dei beni culturali dia al più presto il via libera ai cantieri, in maniera tale che il più famoso monumento del mondo possa essere riportato al suo pieno splendore non solo per i romani ma in quanto patrimonio di tutta l’umanità”, così si è espresso il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, commentando soddisfatto la notizia.

La decisione del TAR è la seconda “vittoria” incassata da Della Valle e Alemanno nel corso del 2012 sulla questione del restauro del Colosseo. A febbraio di quest’anno, infatti, era stata l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture a intervenire, sancendo la regolarità del contratto, che, si leggeva nella nota: “Non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell’azione amministrativa” (leggi anche Restauro del Colosseo. Dall’Authority disco verde al contratto)

Con la decisione dei giudici amministrativi, il TAR ha in pratica stabilito che l’intervento del Codacons sul restauro del Colosseo è fuori luogo: “il Codacons non è legittimato a contestare il contratto di sponsorizzazione, in quanto la legittimazione a ricorrere da parte delle associazioni dei consumatori iscritte nell’apposito elenco ministeriale non è “generalizzata” ma sussiste ove i provvedimenti che si impugnano abbiano effettivamente leso un interesse collettivo dei consumatori e degli utenti”.

Il Codacons torna ad affilare le armi
“Della Valle vince il primo round ma rischia di perdere la battaglia – scrivono i vertici del Codacons in un comunicato diffuso dopo la decisione del TAR”.

Secondo l’associazione dei consumatori, infatti, “non è che i giudici abbiano sentenziato che il procedimento relativo alla sponsorizzazione era corretto”.

È stato invece affermato, continua la nota del Codacons “un principio assurdo e incostituzionale: ossia che i cittadini non hanno il diritto di sindacare né dal punto di vista ambientale, monumentale e paesaggistico né come cittadini utenti della bellezza storica del monumento il distorto utilizzo di beni della collettività”.

Ricorso al Consiglio di Stato in vista.

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