Infrastrutture e project bond, presto un decreto ‘ad hoc’

Strutturazione dei project bond, così dovrebbe chiamarsi il decreto interministeriale che presto dovrà approdare in Gazzetta Ufficiale per la determinazione delle garanzie minime necessarie per questi titoli. Ad annunciarlo è stato Mario Ciaccia, vice di Passera al Ministero dello sviluppo economico, all’assemblea Aiscat (leggi anche Decreto liberalizzazioni. Per le infrastrutture arrivano i project bond).

Il nuovo decreto sarà un lavoro condiviso tra i tecnici dello Sviluppo economico e gli esperti del Ministero dell’economia e delle finanze. L’emissione di titoli obbligazionari, quali si prefigurano essere i project bond, devono infatti essere garantiti da soggetti ben definiti. Il dispositivo ministeriale avrà l’obiettivo proprio di identificare le modalità e le caratteristiche dei soggetti autorizzati a prestare tali garanzie.

Secondo Ciaccia “Cassa depositi e prestiti, Sace, Bei e Fondi pensione” potrebbero essere degli ottimi garanti della bontà dei project bond.

E sempre per i project bond, l’articolo 1 del Decreto Crescita prevede alcune misure di carattere fiscale Nel comma 1 si precisa che, per gli investitori che acquistano i project bond, l’aliquota di imposizione fiscale, ora stabilita al 20%, deve essere ridotta al 12,5%, così come è già previsto per i titoli di Stato.

L’intento è quello di incentivare, da parte di qualsiasi potenziale investitore, la sottoscrizione di tali obbligazioni e, di conseguenza, facilitare la raccolta di finanziamento da destinare alla realizzazione delle opere. Inoltre viene previsto che gli interessi che le società di progetto dovranno sostenere per remunerare gli investitori che hanno sottoscritto le obbligazioni, sono interamente deducibili dalle imposte sul reddito delle società emittenti.

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