Professioni e studi di settore. Le Entrate: servono nuovi parametri
Professioni e studi di settore. Le Entrate: servono nuovi parametri

Il 16 giugno 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 139 il Decreto 13 giugno 2012, che rende note le riduzioni da applicare al risultato standard dei calcoli per gli studi di settore. Tale provvedimento approva, solo per il 2011, la revisione congiunturale speciale degli studi di settore relativi, tra le altre attività, anche a quelle dei professionisti: i correttivi sono stati elaborati verificando la riduzione delle tariffe e le professioni più “aiutate” sono proprio ingegneri e architetti.
A proposito di studi di settore, il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha dichiarato:  “I ricavi del lavoro intellettuale non possono sempre essere calcolati in base a parametri automatici”. Marina Calderone, il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha parlato delle tante discusse tariffe sostenendeo che, essendo esse abolite, non possono essere più i punti di riferimento.

Prosegue Befera: per i professionisti, gli studi di settore sono uno strumento di accertamento insoddisfacente. Il Direttore delle Entrate ha inoltre espresso i propri “dubbi sull’applicazione degli studi di settore ai professionisti. Vanno aggiornati con criteri che tengano conto delle caratteristiche dell’attività svolta; per esempio la componente intellettuale che non può essere calcolata solo in base al numero di dipendenti o al fatturato”. Questo sistema “non è adatto di per sé a misurare la fede fiscale del soggetto. I ricavi del lavoro intellettuale non possono sempre essere calcolati in base a parametri automatici”.

Befera propone una rielaborazione degli studi di settore e a tal proposito chiede una collaborazione con i professionisti, insieme ai quali vanno cercati nuovi criteri insieme a voi professionisti.

Gli studi di settore non devono essere applicati in modo automatico senza un contraddittorio preventivo: “Le direzioni territoriali hanno ricevuto una direttiva che impone di non applicare il sistema presuntivo in maniera automatica”.

“Finora gli studi erano basati sulle tariffe, ma ora che sono venute meno è necessario capire su quali punti di riferimento verranno elaborati i nuovi strumenti di accertamento”, ha sottolineato Marina Calderone, il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro. È d’accordo il presidente della Fondazione studi dei consulenti, Rosario De Luca: “gli studi di settore continuano a prendere come riferimento tariffe professionali che oggi non ci sono più, in quanto abolite”.

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