Riforma delle professioni, per il CUP il DPR è una “boiata pazzesca”

Il d.P.R. sulla riforma delle professioni approvato dal Consiglio dei Ministri è irricevibile, è una boiata pazzesca“. Dopo Giorgio Squinzi è il turno di Roberto Orlandi, vicepresidente del Comitato unitario professioni (CUP) a di citare il Ragionier Fantozzi. Mentre il presidente di Confindustria ha riservato il suo commento alla Riforma del lavoro Fornero, Orlandi se la prende con il decreto che dovrebbe riformare le professioni ordinistiche e lo ha fatto dal palco del Festival del lavoro organizzato a Brescia dai consulenti del lavoro.

Secondo il numero due del CUP, il decreto sulla riforma delle professioni, approvato venerdì scoro dal Consiglio dei Ministri, “il decreto è arrivato in CdM furtivamente, senza che nessuno sapesse niente. Un decreto che non è coordinato neanche con le leggi precedenti”.

Ma Orlandi non ha finito: “Come ordini professionali”, incalza, “abbiamo dato disponibilità totale al dialogo, ma da parte del potere politico c’è incapacità di dialogare. Abbiamo lavorato quattro mesi e non c’è una riga del nostro lavoro nel decreto. Sembra quasi di avere a che fare con persone disturbate” (leggi anche Riforma delle professioni. Dal Governo OK al regolamento di attuazione).

Ricordiamo che  tra le misure contenute nel regolamento (scarica la bozza del d.P.R. sulla riforma delle professioni) è inserita l’obbligatorietà della formazione continua permanente. La violazione di questi obblighi è sanzionata disciplinarmente. È stabilita inoltre l’obbligatorietà dell’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, della quale deve essere data notizia al cliente

Il testo introduce anche l’obbligo di un tirocinio post laure professionalizzante della durata di 18 mesi, che deve essere svolto presso lo studio di un professionista con almeno 5 anni di anzianità e previa iscrizione al registro dei praticanti.

Altro elemento caratterizzante il testo del decreto è l’obbligo di frequenza da parte dei tirocinanti di corsi di formazione, da affiancare alla pratica in studio. La durata minima di questi corsi è fissata in 200 ore di lezione da svolgersi in non meno di 6 mesi. Al termine dei corsi di formazione, il tirocinante è poi tenuto a sostenere un esame davanti a una commissione esaminatrice formata da docenti universitari e professionisti.

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