Detrazioni 55% per adeguamento antisismico. Il Governo approva

“È arrivato il momento di prendere sul serio la prevenzione antisismica per gli edifici“. A dirlo è Ermete Realacci responsabile per la Green Economy del Pd, nel commentare l’approvazione da parte del Governo di un ordine del giorno che apre le porte a un possibile allargamento delle detrazioni fiscali del 55% per interventi di efficientamento energetico del costruito anche a lavori di adeguamento antisismico del patrimonio edilizio esistente.

”L’estensione delle detrazioni fiscali 55% al consolidamento antisismico degli edifici“, continua Realacci “è un modo per mettere al sicuro gran parte della popolazione, non piangere nuovi lutti e per nuovi crolli, ma anche un modo sicuramente più concreto e attuabile in tempi brevi, per rilanciare il settore dell’edilizia e produrre un rilevante effetto sul terreno occupazionale”.

“Se il Governo non vuole essere schizofrenico, però, questo vuol dire modificare il Decreto Crescita che da questo punto di vista è del tutto insoddisfacente”. In effetti, in base al testo del Decreto Crescita in attesa di pubblicazione, non si fa riferimento a bonus fiscali per lavori di adeguamento antisismico.

Ricordiamo infatti che gli incentivi fiscali previsti dal Decreto Crescita per interventi di ristrutturazione edilizia passeranno dal 36% al 50% a partire dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 30 giugno 2013.

Cambierà ovviamente anche la disciplina sugli incentivi per interventi di risparmio energetico sul costruito che rimarrà pari al 55% fino al 31 dicembre 2012, per poi livellarsi al 50% dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013 (leggi anche Decreto Crescita, i dettagli per le detrazioni al 50%).

Nell’ordine del giorno approvato, inoltre, il Governo si impegna anche a rivedere anche i limiti imposti dal patto di stabilità per permettere agli enti locali che abbiano risorse disponibili di avviare l’adeguamento antisismico degli edifici pubblici, a partire dalle scuole.

“Il nostro paese non ha bisogno di una mini-rottamazione, senza respiro e senza prospettiva, basata solo su meri calcoli contabili, ma di un vero piano per rilanciare”, conclude Realacci.

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