Crisi del mercato immobiliare, a picco le compravendite: -17,8%

Che la crisi avesse messo in crisi il mercato immobiliare, facendo calare il volume delle compravendite era noto da tempo. Ma i dati diffusi ieri dall’Agenzia del Territorio fotografano una situazione drammatica in tutti i comparti nei primi tre mesi del 2012: dal residenziale al terziario, passando per le pertinenze e i fabbricati commerciali.

Considerando la media di tutte le tipologie di immobili, il calo dei volumi di scambio si attesta su un deprimente -17,8%, ma i dati dell’Agenzia del Territorio esaminano ciascun settore e rivelano che il calo è generalizzato in tutto il Paese (Nord e Sud e città capoluoghi e di provincia).

I motivi del crollo (solo 110.000 case vendute da gennaio a marzo 2012) sono noti agli addetti ai lavori: il perdurare della crisi che genera incertezza tra i possibili acquirenti, la stretta creditizia delle banche che eroga finanziamenti con il contagocce, la minore domanda di mutui da parte di cittadini (quasi -5% il dato ad aprile 2012).

Le situazioni peggiori si registrano per gli immobili a destinazione residenziale e per le strutture del terziario. Entrambe registrano un calo delle compravendite di -19,6%.

Non stanno molto meglio gli scambi di edifici a destinazione commerciale e le pertinenze. I primi hanno subito un calo dei volumi di -17,6%, garage e pertinenze varie un -17,4%.

Il settore produttivo è quello messo meglio, si fa per dire, che registra un -7,9% nel primo trimestre di quest’anno.

Sul futuro del mercato immobiliare
Cristiano Dell’Oste in un’analisi pubblicata oggi sul quotidiano Il Sole 24 Ore ritiene che “lo scenario più logico è quello in cui gli immobili meno pregiati saranno ancora più penalizzati“. Il commentatore del quotidiano legato a Confindustria tiene però aperto uno spiraglio: “molto dipenderà dalla situazione generale: le politiche delle banche, la fiducia dei consumatori, i redditi potenziali e la disponibilità dei venditori ad abbassare i prezzi”.

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