Detrazione 55%, in discussione con il decreto Crescita domani nel Cdm

L’efficienza energetica in edilizia sarà tra gli argomenti contenuti nel decreto Crescita, in discussione nel consiglio dei Ministri di domani, assieme a:

– innalzamento delle detrazione del 36% al 50,
– la disposizione del Fondo per la crescita sostenibile;
– contributo tramite credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati;
– riordino della disciplina in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa;
– strumenti di finanziamento per le PMI;
– disposizioni per la gestione e la contabilizzazione dei biocarburanti;
– semplificazioni delle attività di realizzazione di infrastrutture energetiche e liberalizzazioni nel mercato del gas naturale;
– slittamento al 31 dicembre 2013 del  SISTRI. (per tutte le novità del decreto Crescita  vedi “Decreto Crescita, ecco la bozza numero 7“).

 

In questi giorni FederlegnoArredo e Uncsaal, associazioni del comparto italiano dell’involucro edilizio, hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Mario Monti, dichiarandosi “allarmate dai contenuti circolati sulla stampa che annunciano una diminuzione dell’aliquota di detrazione dal 55% al 50% e la proroga di soli sei mesi, ovvero fino al 30 giugno 2013”.

Secondo le due associazioni la detrazione garantisce enormi benefici anche allo Stato in termini di gettito fiscale:

–  hanno la capacità di creare una domanda incrementale di 2.5 miliardi di euro all’anno, che implicano un gettito fiscale incrementale (da IVA e reddito d’impresa) di almeno 600 milioni di euro all’anno;

– hanno generato dal 2007 al 2010 oltre 11 miliardi di euro di fatturato, di cui circa 4 miliardi per l’intero settore dei serramenti. Questo si è tradotto in un gettito IVA di circa 2.3 miliardi di euro (di cui 840 milioni di pertinenza del settore dei serramenti) e in un gettito fiscale da reddito d’impresa di circa 330 milioni di euro;

– grazie agli incentivi fiscali gli investimenti in manutenzione straordinaria (ristrutturazione) di edifici residenziali sono cresciuti del 7% dal 2007 al 2010, questo in un quadro di settore estremamente negativo caratterizzato da una contrazione del 36% degli investimenti in nuove costruzioni residenziali. Gli incentivi fiscali hanno contribuito a mitigare la contrazione della domanda nel settore dei serramenti che, dal 2007 al 2010, ha perso circa il 9% del suo valore,

per il 2011 le prime stime indicano che gli incentivi fiscali genereranno un fatturato incrementale tra 2.6 e 3 miliardi euro, di cui oltre 1 miliardo di euro per il mercato dei serramenti.

–  nonostante nel biennio 2012-2013 si preveda una contrazione degli investimenti in costruzioni di oltre il 30% si può ipotizzare che gli incentivi fiscali genereranno un fatturato annuale di almeno 2.5 miliardi di euro (assumendo un atteggiamento cautelativo).

FederlegnoArredo e Uncsaal  spiegano che gli incentivi fiscali inducono i privati ad effettuare investimenti che non farebbero in loro assenza. “Dalla domanda dei privati si genera un fatturato (che non esisterebbe in assenza di incentivi) che comporta un gettito fiscale incrementale di notevole entità: il gettito IVA raggiunge i 525 milioni di euro e il gettito da reddito d’impresa è di circa 75 milioni di euro annui. A questo va aggiunto l’effetto degli investimenti delle aziende che, in via cautelativa, può essere stimato tra i 25 e i 35 milioni di euro annui. Tutto ciò avviene a fronte di zero investimenti pubblici”.

E aggiungono che le detrazioni hanno stimolato le aziende del settore dei serramenti ad investire massicciamente in innovazioni di prodotto e di processo per sviluppare prodotti sempre più performanti per quanto attiene l’isolamento termico e quindi sempre più eco-compatibili, con costi di produzione ridotti e prezzi accessibili. Durante il periodo di applicazione degli incentivi i costruttori di serramenti metallici e di serramenti in legno hanno incrementato gli investimenti industriali di circa il 70% per un valore superiore ai 100 milioni di euro.

L’efficienza energetica è al centro delle politiche della Commissione europea.

In occasione del congresso annuale della Fiec, la Federazione europea dei costruttori che si è tenuta a Istanbul, il vice presidente della Commissione europea Antonio Tajani ha annunciato la prossima elaborazione di una strategia che dovrebbe permettere al settore dell’edilizia Ue di aumentare la propria efficienza e di ridurre le emissioni di CO2

Il vice presidente Tajani ha illustrato le linee principali della strategia:

– stimolare condizioni favorevoli all’investimento (con strumenti finanziari, riduzioni Iva, obbligazioni),
– accrescere l’innovazione e la mobilità del mercato del lavoro,
– scambio delle ‘best practices’.

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