Riordino Protezione Civile, dalle Regioni ed Enti locali un secco no

“Il parere è nettamente contrario sia per il metodo che per il merito”. Se questa non è una bocciatura senza appello, ci siamo molto vicini. Durissimo dunque il giudizio di Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento e coordinatore della Commissione Protezione Civile della Conferenza delle Regioni, sul ddl per il riordino della Protezione Civile.

Viene dunque rispedito al mittente (il Governo) il testo del ddl che dovrà riformare la Protezione Civile. “Il Governo non ha recepito nessuna delle nostre osservazioni, il confronto, oggi come in tanti altri momenti, è stato solo rituale“, continua Dellai.

In particolare le Regioni criticano la durata delle emergenze di solo 60 giorni (“Nessuno vuole emergenze infinite ma 60 giorni è un tempo troppo stretto“, commenta Dellai) e non condividono la limitazione dei compiti della protezione civile.

Inoltre, incalza Dellai “non è ragionevole che le ordinanze non siano valevoli se non dopo il parere del ministero dell’Economia e della Corte dei conti, tranne per i primi 20 giorni dopo l’emergenza”.

Infine, Regioni e sindaci chiedono di essere tenuti nella giusta considerazione nella gestione dell’emergenza, mentre non si condivide il ruolo che viene attribuito ai prefetti.

Borghi, per l’Anci, fa notare invece come sia eccessiva la discrezionalità attribuita dal Governo sulla dichiarazione dello stato di emergenza: “abbiamo Comuni che, dopo l’emergenza neve non hanno ottenuto né più soldi, né la deroga al Patto di stabilità”.

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