Terremoto Emilia, al via progetto pilota di ricostruzione sostenibile

Con riferimento alle affermazioni circolate nei giorni scorsi circa la necessità di aggiornare la mappa del rischio sismico o della pericolosità sismica dell’area colpita dai recenti terremoti o addirittura di tutta l’Italia, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha precisato che:

a) i terremoti sono avvenuti in una zona che non era stata classificata come sismica fino al 2003, a dispetto di molteplici evidenze fornite dagli studi scientifici;

b) la mappa di pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale (Ordinanza PCM 3519/2006 *), considera la zona a pericolosità media;

c) i parametri dei terremoti avvenuti sono compatibili con le assunzioni che stanno alla base della mappa citata. In particolare, viene ipotizzata per questa zona una magnitudo massima pari a 6.2;

d) l’assegnazione dei comuni a una delle quattro zone sismiche, sulla base della suddetta mappa di riferimento, è assegnata dalla legge alla competenza delle Regioni, non degli istituti di ricerca;

e) l’applicazione delle norme sismiche del 2003 ha proceduto a rilento, anche perchè era rimasta in vigore la possibilità di applicazione delle normative precedenti;

f) le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, deliberate nel 2008, fanno riferimento ad azioni sismiche ottenute dalla sinergia fra INGV e Dipartimento della Protezione Civile. Tuttavia, queste norme sono entrate in vigore in tutta l’Italia solo all’indomani del terremoto dell’Aquilano del 2009.

g) a causa di questi ritardi, nelle zone colpite in questi giorni si è accumulato un notevole deficit di protezione sismica, che è in parte responsabile dei danni avvenuti;

h)una situazione analoga interessa un notevole numero di Comuni, localizzati principalmente nell’Italia settentrionale.

E’ opinione di questo Istituto che la mappa di pericolosità sismica di riferimento sia perfettibile, ma che l’eventuale aggiornamento che tenga conto solo degli ultimi terremoti non ne determini, complessivamente, variazioni significative.

Si ritiene più urgente che venga assicurato il suo pieno recepimento da parte delle Regioni e che vengano ulteriormente sviluppate le iniziative per la riduzione della vulnerabilità sismica, già avviate in alcune zone del Paese.

E’ notizia di queste ore che dall’Unione europea potrebbe arrivare circa 250 milioni di euro attraverso il Fondo di solidarietà e la riprogrammazione del Fondo di sviluppo rurale.

Si tratta di finanziamenti a fondo perduto, che non dovranno essere restituiti al termine dell’emergenza

A questi si aggiungeranno ulteriori finanziamenti per le imprese attraverso i fondi di sviluppo regionale e i programmi operativi “ma sono previste – ha spiegato Antonio Tajani – ulteriori iniziative attraverso i bandi per l’innovazione e il sostegno ai cluster produttivi (con Mirandola, in particolare, che potrà giocare un ruolo importante), le iniziative per il settore delle costruzioni e il sostegno alla green economy”.

Tra le proposte avanzate dal presidente Errani e accolte dai rappresentanti della Commissione europea, c’è l’avvio di un progetto pilota legato alla ricostruzione di edifici pubblici, che valorizzi il rispetto delle norme antisismiche e il ricorso alla green economy e alla sostenibilità ambientale.

“Confermiamo le nostre linee d’azione – ha detto Errani – grande rigore nella valutazione dei danni e impegno a gestire insieme l’emergenza e le attività per la ricostruzione, in modo da ripartire il prima possibile. Lavoro, imprese, beni artistici, edifici pubblici, case private danneggiate sono le emergenze sulle quali stiamo operando con il massimo impegno. L’obiettivo è salvaguardare le comunità: scuole, ospedali, assistenza sanitaria, le funzioni pubbliche e amministrative là dove sono crollati o lesionati i municipi. Tutto questo a partire dal territorio, attraverso il coordinamento delle istituzioni locali: non faremo mai cadere nulla dall’alto. Vogliamo diventare un’eccellenza anche per il modo in cui avremo gestito l’emergenza e la ricostruzione”.

Sul post terremoto in Emilia è online una nuova sezione all’interno del portale della Regione Emilia Romagna contenente:
– tutte le informazioni utili su come aiutare le popolazioni colpite dal sisma – contributi economici e materiali -,
– le misure economiche del Governo per cittadini e imprese,
– le agevolazioni finanziarie attivate dalle banche,
– la modulistica per i Comuni,
– le domande frequenti,
– un vademecum della Protezione civile,
– l’assistenza sanitaria,
– notizie e video.

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