Green building council
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Questi i punti da cui partire, anche in Italia, secondo il Green Building Council Italia: è necessario introdurre una legge nazionale che riconosca la certificazione su standard internazionali e occorre stabilire criteri su cui basarsi per la realizzazione degli edifici green.

Introdurre una normativa nazionale che riconosca i sistemi di certificazione degli edifici su standard internazionalmente riconosciuti (in modo da stabilire criteri precisi per la realizzazione di edifici green); prevedere il rilascio della certificazione da parte di enti terzi; promuovere la riqualificazione urbana certificata.

Sono queste le principali proposte che il Green Building Council Italia, ha presentato al convegno Green buildings e le prospettive di crescita internazionali, tenutosi ieri a Rovereto presso il Polo Tecnologico Trentino Sviluppo.
Ospiti dell’incontro, svoltosi in concomitanza con l’assemblea generale dei soci, Jane Henley e Roger Platt, membri rispettivamente, del World Green Building Council (Wgbc) e di US Green Building Council (Usgbc).

“Più della metà della popolazione mondiale vive nelle città e genera i due terzi di tutte le emissioni di Co2, utilizza i due terzi dell’energia mondiale, consuma l’80% delle risorse e produce un miliardo di tonnellate di rifiuti l’anno”, ha affermato Roger Platt, dopo l’introduzione del presidente di Gbc Italia, Mario Zoccatelli. “L’unica grande opportunità che abbiamo per fermare tutto questo è costruire edifici e società più sostenibili”. La sostenibilità ambientale “é il principale driver di innovazione” nelle politiche di rilancio per la filiera dell’edilizia, aggiunge Gbc Italia, precisando che “l’uso di sistemi di rating della sostenibilità è ormai diffuso in tutto il mondo”.

Di seguito uno schema elaborato da Gbc sui possibili risparmi grazie all’edilizia green rispetto a quella convenzionale:
– Uso di energia: dal 25% al 50%;
– Emissioni di Co2: dal 35% al 40%;
– Consumo di acqua: dal 35% al 40%;
– Produzione rifiuti: fino al 70%.

Il protocollo di certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), nato negli Usa, è utilizzato in più di 140 paesi.
“Per agganciare l’edilizia italiana alle trasformazioni internazionali servono scelte coerenti da parte di tutti”, sottolinea Gbc Italia, che chiede anche “incentivi strutturali, come i bonus di densità e concessioni edilizie accelerate, ed incentivi finanziari, come crediti di imposta e sgravi, riduzione delle tasse o deroghe, contributi finanziari e fondi rotativi”.

Gbc Italia fa parte della rete internazionale dei Gbc presenti in molti altri paesi, nati con l’obiettivo di favorire la diffusione di una cultura dell’edilizia sostenibile.

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