Il Senato approva le mozioni alle rinnovabili elettriche
Il Senato approva le mozioni alle rinnovabili elettriche

Parola d’ordine dei senatori: non penalizzare il settore dell’energia verde. Gli schemi di decreti ministeriali sul Quinto Conto energia e sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico vanno modificati: dopo l’iniziativa del capogruppo del PD alla Camera, Dario Franceschini, che ha inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, ieri l’Aula del Senato ha approvato a larga maggioranza una serie di mozioni sulla normativa relativa alle fonti energetiche rinnovabili.

Con l’approvazione delle mozioni sulle rinnovabili è arrivato ieri un forte sostegno al settore e all’impegno delle Regioni attualmente impegnate col Governo a discutere e migliorare i decreti, che allo stato attuale rischiano di minare la tenuta dell’intero comparto. Lo hanno detto i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta, aggiungendo che proposte di decreti inviate alle Regioni devono essere modificate, in base anche a quanto è stato approvato in Senato. Due i problemi fondamentali: i fondi da destinare e l’eccessiva burocratizzazione che pesa sull’impostazione dei decreti.

Oltre all’incentivazione elettrica occorre, proseguono i parlamentari, emanare “decreti sull’incentivazione a energia termica e biometano. Proprio il biogas, di cui ieri è stato presentato il Position Paper per lo sviluppo della filiera corta in Italia ‘Il Biometano fatto bene’, è una fonte strategica per la sua programmabilità, efficienza e flessibilità nei possibili utilizzi, dalla produzione elettrica a quella termica e all’autotrazione. Un vero asset strategico per la politica energetica nazionale, che dalla progettazione, allo sviluppo fino alla gestione è improntato al Made in Italy. E per questo è indispensabile che l’Autorità emani la delibera sulle specifiche tecniche del biometano per immetterlo in rete che si attende ormai dal luglio scorso”.

Tra le mozioni approvate oggi dall’Assemblea di Palazzo Madama e su cui il Governo ha dato parere favorevole, c’è quella del movimento Grande Sud che impegna l’Esecutivo:
– a definire, in tempi rapidi e previo confronto con tutti gli operatori del settore, i decreti attuativi di incentivazione alle fonti rinnovabili (il Conto Energia fotovoltaico) la cui mancanza sta creando una situazione di incertezza che penalizza fortemente un settore importante e innovativo della nostra economia;
– a determinare gli incentivi previsti in modo tale da armonizzarli con il livello di incentivazione adottato nei principali Paesi dell’Unione europea;
– a definire un sistema di incentivazione che garantisca nel nostro Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, che consenta un maggior radicamento nell’economia reale e favorisca le ricadute positive sul sistema produttivo nazionale;
– a rendere ancor più trasparente l’impatto delle agevolazioni sui costi dell’energia elettrica di famiglie e imprese; a prevedere che il regime agevolativo permanga fino al raggiungimento di quote di produzione significative, anche per far fronte alla costante oscillazione dei prezzi dei prodotti petroliferi.

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Il settore della produzione di energia pulita è una componente essenziale del tessuto economico del nostro Paese e del Meridione in particolare, politiche efficaci, regole certe e incentivi mirati non possono che favorirne la crescita, con inevitabili ricadute occupazionali positive.

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