Pmi, nuovo statuto per l'Aniem

L’Assemblea Generale dell’Aniem – l’Associazione delle pmi edili – ha approvato all’unanimità, lo scorso 11 maggio, un nuovo Statuto, “nella convinta consapevolezza che i sistemi di rappresentanza debbano riformare i propri modelli organizzativi per renderli più in grado di incidere sulla crescita e sullo sviluppo economico, nel comune interesse delle imprese e dei lavoratori e non delle strutture associative in quanto tali”.

Il Presidente Aniem, Dino Piacentini ha sottolineato come “l’Associazione, dopo oltre 40 anni di storia e di esperienza nella rappresentanza delle pmi edili, sola organizzazione nazionale a rappresentare unicamente e specificatamente questo settore, ha avvertito l’esigenza di fare un passo in avanti rispetto ai tempi, alle trasformazioni del mercato, ai reali bisogni delle imprese.

L’approvazione del nuovo Statuto, oltre a rafforzare l’autonomia della Categoria, intende conferire alle pmi associate uno strumento più moderno ed adeguato per favorire la conoscenza tra le imprese, per offrire loro opportunità di aggregazione, anche attraverso esperienze di reti, che permetterebbero alle imprese di utilizzare al meglio tutte le loro potenzialità.

L’Associazione inoltre intende mettere maggiormente a disposizione degli imprenditori spazi di intervento su mercati emergenti, nazionali ed internazionali, ma anche tessere un rapporto sempre più stretto con i singoli territori per dar voce alle proposte ed alle istanze del sistema, ad iniziare dagli aspetti più emergenziali, come quello dei ritardi di pagamento, fino alle riforme più strutturali, come quella della qualificazione sulla quale Aniem intende proporre il superamento di sistemi onerosi ed inefficaci a garantire un’idonea selezione delle imprese.

“Vogliamo altresì – conclude Piacentini – avviare una riflessione sulla necessità di costruire nuovi modelli di relazioni anche a livello sindacale, con l’obiettivo di alleggerire il costo del lavoro e garantire più risorse dirette ai lavoratori. Non possiamo più rinviare una riforma strutturale del nostro sistema economico. Se vogliamo tornare ad essere competitivi dobbiamo rivedere sistemi ormai anacronistici che ostacolano e penalizzano ogni tentativo di ripresa”.

Fonte: Aniem

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