“Non serve un tetto agli incentivi per il Solare Termodinamico perché il limite è già insito nella capacità di costruire impianti di tale grandezza e costo e nella limitatezza del territorio italiano disponibile”. È quanto ha detto ieri Stefano Saglia, capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati, nel suo intervento al Solarexpo durante il convegno Energia Solare Termodinamica: come superare con successo le barriere allo sviluppo organizzato da Anest, l’Associazione nazionale energia solare termodinamica. “Inoltre”, ha proseguito Saglia, “nel solare termodinamico la potenza termica diventa in prospettiva tanto importante come quella elettrica”.

A proposito di incentivi, Cesare Fera Presidente di Anest ha ricordato che “gli emendamenti per gli incentivi al solare termodinamico contenuti nella bozza di decreto sono sulla carta apprezzabili. Di fatto però non utilizzabili per scarsità del tetto incentivabile (circa 160 MW) e per la prevista decurtazione dell’incentivo prima che un impianto possa essere completato, ovvero 3 anni”.

Per Anest, affinché vi possano essere le condizioni per lo sviluppo del solare termodinamico occorre facilitare le connessioni alla rete degli impianti, in particolare in Sicilia dove vi è il maggior potenziale per lo sviluppo della tecnologia solare a concentrazione.

“D’importanza crescente è inoltre lo scenario che vede l’opportunità per il solare termodinamico di integrarsi con altre tecnologie quali le biomasse o la geotermia. Questo costituisce una vera nuova frontiera”.

“L’Italia – secondo quanto ricordato da Fabrizio Fabrizi dell’Enea – ha utilizzato quasi la totalità dei fondi europei per lo sviluppo del solare termodinamico – attraverso I progetti Enel-Enea – a dimostrazione del fatto che l’Italia è un Paese di punta nel settore non solo per la storia (da Archimede al brevetto Rubbia-Enea per l’utilizzo dei sali fusi ad alta temperatura), ma anche per lo sviluppo tecnologico futuro”.

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