Marche, via libera alla stazione unica appaltante

Il consiglio regionale delle Marche ha dato il via libera alla proposta di legge regionale che istituisce la stazione unica appaltante (Suam).

L’organismo ha competenza in materia di procedure contrattuali per realizzare lavori pubblici e per l’acquisizione di beni e servizi.

Tra le competenze vi sono:
– la valutazione sulla possibilità di unificare e articolare per lotti le procedure,
– la definizione delle procedure di scelta,
– la nomina della commissione aggiudicatrice e giudicatrice.

Sono tenuti ad avvalersi della Suam – guidata da un direttore e nel cui ambito opera l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici:§
– le strutture organizzative della giunta regionale,
– l’agenzia regionale sanitaria,
– le società a totale partecipazione regionale,
– per le procedure contrattuali per lavori pubblici di importo superiore a un milione di euro e per l’acquisizione di beni e servizi per oltre centomila euro, anche l’Erap, l’Arpam, Assam, gli enti gestori dei parchi regionali, i consorzi di bonifica, gli enti del servizio sanitario regionale.

“Quella approvata è una norma molto importante sia per le imprese, sia per i comuni, specie per quelli di più piccole dimensioni.

Lo snellimento di tempi, pratiche e procedure, avrà effetti positivi per tutti i settori economici, specie nell’attuale contesto di difficoltà.

La misura agevola, tra gli altri, anche l’edilizia, che è in grado di movimentare un indotto importante, particolarmente utile per riprendere la via della crescita”.

Sara Giannini, assessore alle Attività produttive, commenta così l’approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa delle Marche della norma sulla Stazione unica appaltante (Sua).

“La Sua – prosegue Giannini – potrà assicurare una maggiore professionalità e un’azione più snella e tempestiva che potrebbe creare le condizioni non solo per una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure ma anche per la sperimentazione di nuove tipologie di approvvigionamento che potranno anche favorire il coinvolgimento di attori del territorio di piccole dimensioni che spesso incontrano maggiori difficoltà a confrontarsi con procedure di gara complesse”.

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