Certificazione energetica: offerte di fine stagione?

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Il periodo di crisi che stiamo attualmente vivendo non facilita di sicuro la vita dei professionisti…o perlomeno non facilita la vita di quei professionisti che hanno ancora un’etica e che credono ancora che un lavoro ben fatto rappresenti una soddisfazione sia per sé sia per il cliente.

Nella grande maggioranza dei casi ci si trova a combattere con una concorrenza non sempre leale ed in battaglie non sempre ad armi pari; la difficoltà sta soprattutto nel far capire al cliente che dietro ad un preventivo più alto non c’è sempre la smania di guadagni maggiori ma la serietà di chi fa il proprio lavoro con criterio, seguendo quanto richiesto dalla normativa, utilizzando strumentazione dal costo non indifferente, entrando nel vivo dell’analisi e valutando tutti gli aspetti del problema.

Purtroppo, soprattutto per questioni economiche, non sempre il messaggio viene recepito (o vuole essere recepito) ed il potenziale cliente si rivolge quindi a “professionisti” che, con la minima spesa, forniscono una relazione fatta di “copia” ed “incolla” e garantiscono solo la mediocrità del lavoro fatto.

Queste considerazioni si possono applicare nei campi più disparati: si va dalle valutazioni dei rischi negli ambienti di lavoro alle pratiche acustiche, dai certificati di prevenzione incendi alle certificazioni energetiche; in particolare queste ultime meritano un approfondimento specifico legato al fecondo proliferare di tecnici certificatori degli ultimi anni.

Significativo il caso della Regione Lombardia, dove l’attestato di certificazione energetico è obbligatorio non solo per le compravendite e gli affitti degli immobili ma anche per gli annunci immobiliari. Con la delibera di Giunta n° IX/2554 “Modalità di accertamento degli ACE” del 24/11/2011 la Regione Lombardia ha emanato i criteri di indirizzo per effettuare gli accertamenti in materia di certificazione; con tale delibera si è voluto esternare l’intenzione da parte degli ispettori della Regione di intensificare i controlli sui professionisti che rilasciano certificazioni a prezzi eccessivamente bassi ed in quantità stranamente elevata: basta pensare al sito internet di social shopping Groupon che offre certificazioni a 60 euro…sicuramente non sufficienti per ripagare un lavoro svolto a norma di legge!

Altri criteri da prendere in considerazione nel monitoraggio sono: valori anomali dell’indice di prestazione energetica per il riscaldamento, valori della prestazione energetica troppo vicini ai limiti delle classi, prestazioni energetiche particolarmente performanti, in seguito a segnalazioni dei notai per mancanza del certificato negli atti di transazione.

La situazione non migliora a livello europeo: da uno studio relativo al 2008 emerge che il costo medio di una certificazione energetica per un edificio esistente (ad esempio una casa unifamiliare esistente con superficie di circa 150 m2) passa dai 75 euro della Bulgaria (costo medio di 0,5 euro al m2) ai circa 1000 euro della Finlandia. Anche tenendo conto del diverso peso della moneta nei due paesi, è evidente l’incongruenza delle due tariffe.

Tornando al nostro Paese, recentemente ordini professionali, associazioni ed enti di accreditamento hanno manifestato il proprio disappunto sulla “svendita” delle certificazioni a prezzi decisamente irrisori, lontani dal garantire un livello minimo di professionalità.

Di grande risonanza mediatica ad esempio la campagna dal titolo “(S)offriamo a basso costo!” portata avanti da SACERT, un Ente accreditato ACCREDIA per la Certificazione volontaria delle competenze dei Tecnici Certificatori Energetici. (vedi anche ““sOFFRIAMO a basso costo” con la Certificazione Energetica” di Enrico Ninarello).

La campagna nasce con l’intenzione di denunciare chi sminuisce, attraverso prezzi inferiori al decoro, il percorso da fare per rilasciare un attestato di certificazione energetica e contro chi quindi trasmette all’opinione pubblica un’informazione sbagliata: che l’attestato di certificazione energetica sia un foglio di carta su cui si può scrivere ciò che si desidera, un foglio necessario solo per la burocrazia e non la garanzia concreta delle reali caratteristiche di un immobile.

L’appello pertanto è rivolto sia ai professionisti a basso costo, sia agli ignari clienti: ai primi chiedo di fare appello alla propria coscienza professionale (o al timore delle verifiche ispettive…) e di ricordare che la concorrenza porta vantaggio solo se combattuta onestamente, ai secondi di non fermarsi alla mera cifra sul preventivo ma di sbirciare oltre per vedere se dietro il paravento del vantaggio economico c’è un professionista in carne ed ossa o una sagoma di cartone posticcia.

 

Federica Magnani

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