Imu, per la prima casa si pagherà in media 235 euro

Su 19,2 milioni di prime case, 14,6 milioni (76%) dovranno pagare l’Imu e 4,6 milioni (24%) sono esenti “in virtù delle detrazioni”.

E’ quanto emerge da uno studio del Dipartimento delle Finanze, che stima il gettito complessivo sulla prima casa in 3,4 miliardi di euro.

In media si pagheranno circa 235 euro.

Inoltre, su 24,3 milioni di proprietari, 17,5 milioni (70%) sono soggetti all’Imu e 6,8 milioni (30%) sono esenti.

La media del prelievo per proprietario è pari a 194 euro.

La simulazione offre anche un confronto tra ‘vecchia’ Ici e ‘nuova’ Imu, da cui emerge che l’Ici era pagata da 21,4 milioni di proprietari, con un valore medio pro-capite pari a 151 euro.

L’Imu verrà invece pagata, appunto, da 17,5 milioni di proprietari, quindi di meno, ma con un valore pro-capite maggiore e pari a 194 euro.

Le simulazioni mettono a confronto l’Ici e l’Imu ipotizzando per la prima un’aliquota del 5 per mille con la detrazione standard di 103,29 euro e per l’Imu l’aliquota del 4 per mille, la detrazione base di 200 euro e le detrazioni per i figli previste dalla legge.

Si vede così che nel caso di una famiglia con un figlio e una rendita fino a 500 euro il numero dei contribuenti Imu sono 1,9 milioni, mentre l’Ici l’avrebbero pagata in 3 milioni (-51,9%).

In caso di proprietario con due figli (sempre rendita fino a 500 euro) il pagamento spetterà in 275mila casi, contro gli 890mila dell’Ici (-204%).

Ancora più ampio il divario per i proprietari con oltre due figli: l’imposta sarà dovuta da 15mila contro i 172mila precedenti (-793%).

Lo studio rileva anche che “in Italia il peso del prelievo immobiliare è assai inferiore rispetto ai principali paesi Ocse“: l’incidenza rispetto al pil in Italia è dello 0,6%, contro il 3,5% (picco massimo) della Gran Bretagna.

Nelle ultime ore  si parla anche di una possibilità per i sindaci, a partire dal 2103, di  scegliere se applicare o meno l’Imu sulla prima casa. L’ipotesi è al vaglio del tavolo tecnico al ministero dell’Economia.

Ad anticiparlo è il Corriere della Sera.

Nel caso di esenzione sarebbe prevedibile un calo del gettito dell’imposta rispetto a quanto stimato nel 2012. Quest’anno, solo per la prima casa è previsto un gettito di 3,4 miliardi.

Ma – secondo quanto riportato dal quotidiano – sarebbero anche altri i temi sui quali i tecnici starebbero lavorando.

Ci sarebbe anche l’ipotesi di girare tutto l’incasso dell’Imu ai Comuni, compresa la parte che oggi finisce allo Stato. Ma, allo stesso tempo, verrebbero tagliati i trasferimenti dallo Stato ai Comuni per un ammontare equivalente alla quota di mancata tassazione.

Cosi – viene spiegato – per i conti dello stato non cambierebbe nulla, mentre i sindaci avrebbero qualche motivo in più per mantenere la tassa sulla prima casa, in modo da non restare con le casse vuote.

Non verrebbe toccato, invece, il cosiddetto fondo di perequazione, previsto dalla riforma del federalismo fiscale, che compensa gli squilibri tra i Comuni ricchi e i Comuni poveri.

Fonte: Ansa

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