Passera sul Piano energetico nazionale: sì a gas e petrolio

Saranno sicuramente dichiarazioni che faranno discutere quelle che Corrado Passera ha rilasciata a margine di un’audizione al Senato, presso la Commissione Industria. Dopo l’incontro, infatti, il Ministro dello sviluppo economico ha rilasciato alcune anticipazioni sui contenuti del Piano energetico nazionale ed è tornato sul tema degli incentivi al settore del solare fotovoltaico.

Come aveva già anticipato il 9 marzo, in occasione della presentazione del Rapporto di Italiadecide sul Governo dell’energia per lo sviluppo del Paese (leggi news), Passera ha ribadito la volontà del Governo di incrementare la produzione Made in Italy di gas e petrolio, promettendo l’attivazione di investimenti per 15 miliardi di euro e la creazione di 25.000 posti di lavoro. Anche sul piano delle autorizzazioni per le concessioni allo sfruttamento dei giacimenti di fonti fossili, Passera assicura “un’deguamento agli standard nazionali della normativa di riferimento”, che oggi prevedono tempi lunghissimi.

Ma sono senz’altro destinate a innervosire ulteriormente gli operatori del fotovoltaico le considerazioni che Passera riserva al regime di incentivi per il settore e che, per la verità, erano già state più volte riportate dagli organi di stampa.

In sintesi, il Ministro ha di nuovo parlato, riferendosi al regime di incentivi fiscali per il fotovoltaico con i vari Conti Energia (consulta la bozza ufficiale del Quinto Conto Energia), di aiuti “generosissimi ma pesantissimi, soprattutto in termini di costi per il Paese”. Sul tema dei costi in bolletta dovuti alle rinnovabili, segnaliamo il documento messo a punto da Legambiente dal titolo È davvero colpa delle rinnovabili se le bollette della luce lievitano?

In buona sostanza, ha ribadito quanto sta dicendo da alcune settimane e cioè che “attualmente gli incentivi pesano sulla bolletta delle imprese e delle famiglie per 9 miliardi all’anno” e, visto che durano per 15-20 anni “sono 150-200 miliardi di impegni già presi”. I ritorni non sono soddisfacenti: “il 50% degli investimenti nel solare sono spesi per comprare apparecchiature importate dall’estero”.

Non sulla stessa lunghezza d’onda la Cisl che, per bocca di Paolo Baratta, dichiara al Sole 24 Ore: “per ora l’unica certezza è la crisi del settore delle rinnovabili nel fotovoltaico con la messa in cassa integrazione di migliaia di lavoratori”.

Fonte Il Sole 24 Ore, Ansa, AGI

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