Il futuro del SIN di Porto Marghera

A Venezia, presso Palazzo Balbi, il ministro dell’Ambiente (Corrado Clini), il Governatore del Veneto (Luca Zaia), il Magistrato alle Acque (Ciriaco d’Alessio), il Comune di Venezia (il sindaco Giorgio Orsoni), la Provincia di Venezia (la Presidente Francesca Zaccariotto) e l’Autorità Portuale (il Presidente Paolo Costa) hanno sottoscritto un accordo di programma al fine di attivare e accelerare il processo di disinquinamento, riconversione industriale e riqualificazione economica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Venezia-Porto Marghera e aree limitrofe (leggi anche SIN di Porto Marghera, firmato l’accordo per il risanamento).

Un esempio quello della regione Veneto che dovrà essere seguito dagli altri 57 siti industriali altamente inquinati di interesse nazionale.

Questo accordo, di durata decennale, è composto di 12 articoli sviluppati in 14 pagine, ed è una chiara dimostrazione di volontà di semplificare e sburocratizzare le procedure di bonifica e intervento, il tutto al fine di favorire il recupero del territorio.

Vengono definite le tempistiche per l’avvio dei progetti di bonifica, ovvero le attività dovranno iniziare entro sei mesi dall’approvazione del progetto, ad eccezione delle operazioni di emergenza per le quali il ministero dell’Ambiente, in fase di approvazione, può richiedere tempistiche inferiori. Per favorire e sostenere le operazioni di bonifica verrà utilizzato un fondo di rotazione (20 milioni di euro) a disposizione della Regione Veneto. L’intesa porterà ad investimenti complessivi di circa 3 miliardi da fonte pubblica e circa 2,7 miliardi privati.

Quello che perplime è che il recupero del territorio si intende effettuarlo con il reinserimento di industrie. In particolare si mira a progetti inerenti la cosiddetta chimica verde, l’energia, la logistica, la nautica, la cantieristica, l’innovazione e la ricerca. Un centinaio di aziende sembrano essere pronte ad approdare nel veneziano.

Vivendo a pochi passi da quest’area industriale (ex e futura), caratterizzata anche da architetture interessanti, non posso che compiacermi della volontà dimostrata nel volerla riqualificare, tuttavia allo stesso tempo sono un po’ spaventata. Si parla di volerla reindustrializzare, ma di fatto molte delle aziende, al momento sopravvissute, stanno chiudendo perché, inutile negalo, la situazione economica continua a faticare a ripartire e molti degli amici che lavorano in questo polo sono sulla giostra della rotazione, ovvero due giorni lavorano e tre sono in cassa integrazione.

Tuttavia da qualche parte e in qualche modo bisognerà pur iniziare ad intervenire, quindi speriamo che questo “progetto pilota riqualificazione SIN Marghera” sia lo start per una sana riconversione delle macchie di leopardo di cui e’ costellato il Bel Paese.

 

Fonte: Accordo su Porto Marghera Investimenti per cinque miliardi- Bonifiche più veloci, meno burocrazia. Un centinaio di aziende pronte a sbarcare sul territorio – Corriere del Veneto del 19 aprile 2012

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