È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Disciplina del cinema e dell’audiovisivo che contiene i principi basilari dell’intervento pubblico a sostegno del cinema e dell’audiovisivo. Sarà in vigore dal’11 dicembre 2016. Al suo interno, 120 milioni di euro per il potenziamento, la ristrutturazione e la realizzazione di sale cinematografiche.

La Legge è la n. 220 del 14/11/2016 (Gazzetta ufficiale 26/11/2016 n. 277). Una Legge che ci scalda il cuore. Ma chi è disposto a imbarcarsi nell’avventura della gestione di una sala cinematografica ai tempi delle serie TV e dello streaming?

Ristrutturazione e realizzazione Sale cinematografiche: cosa prevede la Legge?

Il Programma concede contributi a fondo perduto finalizzati per:

– la riattivazione di sale cinematografiche chiuse o dismesse,
– la realizzazione di nuove sale (non solo ristrutturazione quindi),
– la trasformazione delle sale o multisale esistenti in ambito cittadino finalizzata all’aumento del numero degli schermi,
– la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale,
– l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale.

Conservazione delle Sale Cinema Storiche

Il provvedimento favorisce la conservazione e la valorizzazione delle sale storiche attraverso il vincolo di destinazione d’uso.

In questo modo si agevola il riconoscimento dello status di edificio di interesse culturale per le sale cinematografiche, come già previsto dall’articolo 10, comma 3, lettera d, del codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42 del 22 gennaio 2004).

Un intervento di messa in sicurezza errato sugli edifici storici può provocare molti danni.

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Piano Ristrutturazione Sale Cinema: come funziona?

Il Piano prevede 30 milioni di euro per ogni anno del triennio 2017-2019, 20 per l’anno 2020 e 10 per il 2021.

I soggetti beneficiari, i limiti massimi d’intensità di aiuto e le altre condizioni saranno indicate in un DPCM che dovrà essere emanato entro il 10 aprile 2017, cioè 120 giorni dalla data di entrata in vigore (11 dicembre 2016) del provvedimento.

Le Regioni e le Province autonome possono introdurre previsioni urbanistiche ed edilizie dirette, anche in deroga agli strumenti urbanistici, per incentivare il potenziamento e la ristrutturazione di sale cinematografiche e centri culturali multifunzionali.

Possono farlo anche tramite interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva come misura premiale e le modifiche della sagoma necessarie per armonizzare l’edificio dal punto di vista architettonico con gli organismi edilizi esistenti.

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Nella foto: Incendio del Cinema Statuto di Torino, la sera del 13 febbraio 1983.

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