È terminata ieri l’analisi del Senato ai due decreti terremoto varati dal Governo a ottobre e novembre: con 194 sì, 1 no e 37 astenuti il cosiddetto “decretone” terremoto, che li comprende entrambi, è stato approvato e può quindi passare alla Camera.

Il quadro delle norme per la ricostruzione e l’emergenza inizia quindi ad assumere un assetto definitivo, anche perché il testo votato ieri al Senato, secondo accordi tra le forze politiche di entrambi i rami del Parlamento, dovrebbe essere approvato alla Camera senza alcuna modifica.

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Decreto terremoto: le ultime novità

Sono state aggiunte novità ai due decreti precedenti. Il Governo ha comunicato la lista dei 69 comuni che si aggiungono ai 62 già individuati dopo il terremoto del 24 agosto, portando dunque a 131 il totale dei comuni più danneggiati e che quindi dovranno ricevere gli aiuti più consistenti.

Scarica la lista dei 69 comuni aggiunti al cratere

Inoltre, a seguito degli emendamenti approvati in commissione Bilancio:

  • Alcuni pagamenti saranno sospesi (canone Rai, bollette telefoniche, polizze assicurative);
  • Tutti i lavoratori dipendenti hanno la possibilità di chiedere la busta paga “pesante” (al lordo delle trattenute) fino al dicembre 2017.

Altre novità, che però richiedono un’attuazione:

  • Vasco Errani, commissario alla ricostruzione, potrà cercare alloggi in vendita, nuovi o “in ottimo stato” da destinare a chi è rimasto senza casa.
  • Sarà poi imposta una verifica della vulnerabilità sismica degli ospedali entro 18 mesi, valutando anche il fabbisogno finanziario (servono ordinanze della Protezione Civile).
  • Verrà poi concessa, con un decreto dell’Economia (dopo l’ intesa in conferenza unificata), la defiscalizzazione delle erogazioni liberali a favore dei comuni danneggiati. Anche i danni causati dai procedenti terremoti (Umbria e Marche 1997 – Abruzzo 2009) ma non ancora riparati potranno avvalersi delle nuove procedure.

Infine, sono state inserite alcune semplificazioni nella gestione delle macerie.

Per quanto riguarda il meccanismo del credito d’imposta per la ricostruzione privata, ecco le novità:
– il meccanismo è neutrale rispetto alle persone, perché è delle banche
– il finanziamento viene erogato secondo lo stato di avanzamento
– la somma del contributo percepito non potrà andare oltre il danno

Se gli immobili “necessitano soltanto di interventi di immediata riparazione”, il proprietario può procedere al ripristino immediatodella agibilità degli edifici e delle strutture” presentando il progetto asseverato da un tecnico abilitato che deve dimostrare il nesso di causalità tra danno e sisma, insieme alla valutazione del danno.

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Ricostruzione di prime e seconde case danneggiate

Sulla ricostruzione delle abitazioni, si conferma quanto già annunciato:

  • Contributo alla ricostruzione del 100% per le prime case danneggiate;
  • Contributo per la ricostruzione del 100% per le seconde case dentro il cratere e per le seconde case fuori del cratere se: affittate come prime case, all’interno di borghi o se di importanza artistica-culturale;
  • Contributo per la ricostruzione del 50% per le seconde case in tutti gli altri casi.

Per quanto riguarda invece l’edilizia scolastica, le risorse per la ricostruzione potranno essere utilizzate anche nell’ambito della programmazione triennale degli Enti locali (2016-2018).

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