edifici vincolati

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha chiesto al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) di chiarire una volta per tutte gli ambiti in cui gli ingegneri possono intervenire su edifici vincolati di pregio storico e artistico.

In questo ambito, infatti, sulla questione delle competenze professionali ci sono diverse sentenze discordanti, e una regolamentazione ufficiale e definitiva sulle tipologie di intervento che gli ingegneri possono effettuare sugli edifici vincolati sarebbe necessaria.

Leggi la Circolare del CNI e la Nota per il MiBACT

La possibilità per gli ingegneri di occuparsi di edifici vincolati è stabilita dall’art. 52 del Regolamento per le professioni di Ingegnere e di Architetto (R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537), secondo cui la “parte tecnica” degli interventi sugli edifici di pregio e carattere artistico può essere effettuata sia dall’architetto che dall’Ingegnere.

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La circolare del 30/4/2015, n. 15 riporta “Disposizioni in materia di tutela del patrimonio architettonico e mitigazione
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Questo, però, a certe condizioni. Ed è proprio questo il motivo che ha spesso portato a dubbi interpretativi e, ovviamente, a non poche divergenze tra le diverse categorie.

Secondo il CNI, che nella Circolare fa anche un elenco delle sentenze che si sono pronunciate in favore degli Ingegneri, è quindi necessaria unacorretta definizione ed individuazione del concetto di ‘parte tecnica’”, che consentirebbe di “giungere a risultati soddisfacenti e di tutto rilievo nel percorso di riconoscimento del ruolo e della professionalità degli Ingegneri civili e ambientali”.

Leggi anche Ristrutturazione edifici storici: normativa e sentenze per capire a chi spetta

Nella nota al MiBACT, il CNI ricorda come, in seguito all’avvento delle nuove tecnologie, e data la necessità di risolvere “complesse problematiche tecniche, tramite soluzioni ingegneristiche che richiedono una forte preparazione scientifica, la competenza dell’Ingegnere diviene indispensabile e centrale in quel delicato processo di recupero e salvaguardia del ricco patrimonio storico-artistico del Paese, accanto a quella spettante ad altre qualificate figure professionali”.

Il CNI richiede pertanto al Ministero di “farsi parte attiva” presso le Soprintendenze alle Belle Arti e al Paesaggio della Repubblica per realizzare “una corretta attuazione del quadro normativo vigente”, in modo che l’ingegnere della sez. A dell’albo possa intervenire autonomamente per quanto riguarda la “parte tecnica” degli edifici vincolati.

Si consiglia la lettura di “Architettura rurale nel paesaggio“: due capitoli sono dedicati all’analisi dei vincoli e all’intervento sugli edifici vincolati.

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