Nuovo terremoto centro italia copyright ANSA
ANSA/AP Photo/Sandro Perozzi

A seguito delle forti scosse di terremoto che hanno nuovamente colpito il Centro Italia nella serata di ieri, 26 ottobre 2016 (con epicentro in Valnerina, nelle Marche), il percorso di monitoraggio e prima ricostruzione intrapreso ad Amatrice e nelle zone colpite dal sisma di Agosto potrebbe essere a rischio.

La strategia elaborata dal Governo, dalla definizione del cosiddetto “cratere” ai primi adempimenti del commissario Errani, infatti, potrebbe essere rivista.

Il cratere

Il perimetro del cratere potrebbe infatti essere ridefinito. Il Decreto Terremoto (DL 189/2016), come abbiamo visto, ha individuato come parte del cratere 62 Comuni, e in questi potrà essere incassato il contributo pieno (sia per prime che per seconde case). Ora però la zona colpita si sta estendendo verso Nord, e questo potrebbe portare il Governo a far rientrare nel cratere qualche altro Comune.

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Verifiche di agibilità

Inoltre, l’approvazione della prima ordinanza commissariale del Decreto Terremoto è prevista per il 2 novembre, quindi tra meno di una settimana, termine entro cui Errani dovrà emanare le disposizioni operative per i lavori di ripristino degli immobili danneggiati solo lievemente e che possono essere resi agibili in poco tempo. Questa scadenza potrà comunque essere rispettata?

Anche le operazioni di verifica sugli edifici, al momento, potrebbero essere a rischio: strutture messe già sotto stress a fine agosto potrebbero infatti diventare inagibili.

In più, il lavoro da fare è, di per sé, già molto articolato, e le richieste di sopralluogo pervenute dai privati sono più di 70 mila, tra Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo. Per sapere come si procederà alla luce dei nuovi eventi sismici bisognerà comunque attendere la conta dei danni.

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Manovra Finanziaria 2017

Nella Manovra Finanziaria 2017, il cui testo è stato pubblicato ieri, sono previsti oltre 7 miliardi di fondi: 6,1 miliardi per la ricostruzione privata (100 milioni nel 2017 poi 200 milioni all’anno tra il 2018 e il 2047) e 1 miliardo per gli edifici pubblici.

Nell’immagine, la conta dei danni a Visso, di Sandro Perozzi © ANSA/AP

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