Considerando i numeri del personale, l’ 80% delle richieste di autorizzazione paesaggistica rischia di restare inevaso. E, se non si ricorre ai ripari, le cose possono solo peggiorare.

Sono le stime del ministero dell’Ambiente, emerse nel corso della discussione sul decreto di attuazione della Riforma Madia, che intende riformare l’autorizzazione paesaggistica individuando alcuni interventi per i quali non sarà necessario il titolo, quelli di impatto minore. È necessaria una riforma del “perimetro” dell’autorizzazione, cioè diminuire il numero di interventi che la devono richiedere (per questo si chiamerà autorizzazione paesaggisitica semplificata), ed è necessario integrare anche il silenzio assenso, con termine fissato a 90 giorni, che renda possibile accedere a una procedura semplificata e più rapida.

La Riforma Madia prevede 31 interventi di autorizzazione paesaggistica completamente liberalizzati e di 42 tipologie di opere promosse al regime di autorizzazione semplificata, rapida.

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Una revisione del perimetro di azione delle Soprintendenze è necessaria, soprattutto perché esiste una sproporzione netta tra il carico di domande e la capacità che la Pa attualmente ha di evaderle” dice il sottosegretario al ministero dell’Ambiente Ilaria Borletti Dell’Acqua.

È “previsto un incremento dell’organico di 500 unità, che non sarebbe comunque sufficiente a evadere tutte le pratiche che a loro pervengono” pechè “il cittadino ha diritto a una risposta e le Soprintendenze vanno per questo messe in condizione di farlo e di esprimere pareri qualificati in tempi accettabili”.

In questa direzione va lo schema di Dpr di attuazione riforma Madia, decreto che tenta di creare “un sistema più proporzionale, in cui si differenzi il trattamento a seconda che si tratti di un intervento su una finestra o sul colore della facciata piuttosto che di un intervento di ricostruzione di un nuovo edificio”.

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Le Regioni non approvano i piani pesaggistici

Il provvedimento spinge anche verso un’accelerazione dei processi di approvazione dei piani paesaggistici delle Regioni.

Altro problema infatti è “la mancata approvazione dei piani paesaggistici da parte di molte Regioni”, che potrebbero ricevere lettere con l’indicazione di termini massimi per approvare i piani. Solo Toscana e Puglia hanno già approvato i loro piani, quello del Piemonte dovrebbe arrivare entro l’anno e subito dopo dovrebbe essere licenziato quello del Lazio.

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