Abolizione tariffe e appalti. Rebus per ingegneri e architetti

Come noto il Decreto sulle Liberalizzazioni (d.l. 1/2012) ha abolito le tariffe professionali, a esclusione della determinazione dei compensi professionali per via giudiziale (per la quale, in ogni caso, si attende il decreto ministeriale che stabilisca i parametri di riferimento).

Ora il problema che hanno sollevato ingegneri e architetti è come risolvere il rebus della mancanza delle tariffe nel caso delle gare d’appalto per i servizi di ingegneria e di architettura. Le stazioni appaltanti, infatti, utilizzavano proprio le tariffe professionali per misurare il valore delle gare suddette.

Inoltre sempre alle tariffe professionali erano legate le definizioni di classi e categorie impiegate per determinare i requisiti richiesti ai partecipanti alle gare.

Al fine di trovare una soluzione condivisa tra professionisti tecnici e Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, è stato previsto un tavolo di confronto per il prossimo 7 maggio. A quanto risulta sembrerebbe probabile una soluzione “gattopardesca”, nel senso che si dovrebbe andare verso un ripristino delle tariffe per le gare ma con una forma diversa.

Nello specifico, ingegneri e architetti, tramite i rispettivi consigli nazionali, propongono due soluzioni che saranno esaminate a inizio maggio con i tecnici dell’AVCP.
Per gli ingegneri la risoluzione del Rebus Tariffe sarebbe quella di interpretare la norma contenuta nel Decreto sulle liberalizzazioni come “non applicabile” per il settore degli appalti.
Gli architetti, invece, vorrebbero la determinazione di nuovi parametri specifici per le gare d’appalto.

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