riscaldamento centralizzato condominio

In condominio, se il passaggio dal riscaldamento centralizzato agli impianti autonomi non fa effettivamente risparmiare la delibera di approvazione del passaggio adottata dall’assemblea condominiale può essere annullata.

In base al decreto efficienza energetica la trasformazione può avvenire solo se conviene in termini di consumi o, eventualmente, in caso sia impossibile mantenere in esercizio il vecchio sistema centralizzato.

Nel caso in questione, due condomini impugnavano la delibera assembleare che decideva per la “dismissione dell’impianto centralizzato di riscaldamento a favore delle pompe di calore in piena autonomia tra i condomini”, secondo loro inefficace perché raggiunta senza l’unanimità.

La sentenza 7973 del 20 aprile 2016, del Tribunale di Roma, ribadisce il principio del decreto: “Deve essere annullata la delibera adottata dall’assemblea condominiale per la trasformazione dell’impianto di riscaldamento centralizzato in impianti autonomi a pompe di calore dovendosi applicare ratione temporis l’articolo 4, comma 9, del Dpr 59/2009 secondo cui di fronte a impianti di potenza di almeno 100 kw detta trasformazione è ammessa soltanto in presenza di cause tecniche o di forza maggiore”.

In più, nella sentenza è sottolineato come sia emerso che non sussistevano “ragioni tecniche insormontabili che rendano impossibile o sconsigliabile, sotto il profilo dei costi di gestione e dell’erogazione del calore, il mantenimento dell’impianto termico centralizzato condominiale”.

Si osserva anche che “l’introduzione del sistema di contabilizzazione del calore, …, consentirebbe un uso più razionale e vantaggioso per ciascun condomino, con la possibilità di scegliere autonomamente anche l’orario di accensione del riscaldamento.”

Infine, il perito ha effettuato una valutazione comparativa tra vantaggi e svantaggi di ciascuna delle due forme di riscaldamento in esame, centralizzato e autonomo a pompe di calore, concludendo che il primo garantirebbe un’erogazione del calore anche nei periodi di maggior freddo, in cui impianti a pompa di calore potrebbero entrare in crisi.”

Tutte queste considerazioni hanno portato il Tribunale di Roma ad annullare la delibera impugnata.

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