Imu, pagamento in tre rate sulla prima casa e le pertinenze

Dopo una riunione di alcune ore il Consiglio dei Ministri ha approvato ieri in serata il disegno di legge sulla delega fiscale.

Come già anticipato (vedi “Imu in tre rate, le anticipazioni dell’emendamento al dl fiscale“) tra le novità più rilevanti da segnalare il pagamento in tre rate  (16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre) dell’Imu (Imposta Immobiliare Unica) per la prima casa e le pertinenze, mentre per la seconda casa restano le due rate, acconto a giugno e saldo a dicembre.

Novità riguardano anche il caso di coniugi separati o divorziati: a pagare la nuova imposta sulla casa sarà chi ci abita, a prescindere dal fatto che ne sia proprietario; ai fini dell’Imu vale dunque il “diritto di abitazione”. Stessa cosa sulle detrazioni, solo una a famiglia.

Meno pesanti  le tasse sulle dimore storiche e restano invece fuori da ogni tassazione quelle distrutte dopo il terremoto del 2009 in Abruzzo.

E’ previsto domani il voto su altri due emendamenti che riguardano l’Imu: il primo dell’Udc Gianluca Galletti stabilisce che il contribuente ha facoltà di scegliere se pagare l’Imu sulla prima casa in tre rate o in due, il secondo dà la possibilità di pagare l’Imu con il bollettino postale e non solo con l’F24 (Sulla modalità di pagamento l’Agenzia delle Entrate ha già reso disponibile il modello, vedi “Imu, come si paga?“).

Il disegno di legge prevede anche la revisione del catasto dei fabbricati, che sarà attuata in collaborazione con i Comuni e l’Agenzia del territorio, con l’obiettivo di attribuire a ciascuna unità immobiliare il relativo valore patrimoniale e la rendita.

Con la riforma si vuole ridefinire i fabbricati in base non solo a valori ma anche a criteri più aggiornati:
– localizzazione,
– qualità dell’immobile,
– superficie in metri quadri.

Per le unità immobiliari urbane saranno applicati i seguenti principi e criteri direttivi:
– riferimento ai rispettivi valori medi ordinari espressi dal mercato in un arco temporale triennale antecedente alla nuova determinazione;
– definizione degli ambiti territoriali del mercato immobiliare;
– rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali ordinarie e speciali;
– determinazione del valore patrimoniale medio ordinario.

La rendita media ordinaria per le unità immobiliari sarà valutata attraverso l’analisi delle statistiche sui valori di mercato; inoltre sono previsti meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite delle unità immobiliari. Infine, per evitare che la revisione delle rendite catastali causi un aggravio del carico fiscale, è prevista la contestuale riduzione delle aliquote.

Fonti: Ansa e Governo

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