Aggiornamento del 24 ottobre. Sono stati soppressi due commi dell’articolo 6 del Decreto Terremoto, riguardanti le modalità generali per la concessione dei finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata dopo il terremoto del 24 agosto.

Nella GU Serie Generale n.248 del 22 ottobre 2016 è stato pubblicato un avviso di rettifica al decreto terremoto (decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, recante: “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016“) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 244 del 18 ottobre 2016.

Nell’articolo 6 “i commi 5 e 6 dell’articolo 6 sono soppressi” e, conseguentemente, i commi 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15, devono essere rispettivamente rinumerati 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13”.

Ecco i commi 5 e 6 (soppressi):

5. Per gli interventi di cui alla lettera c) del comma 2 su immobili di cui all’articolo 1, comma 2, la percentuale del contributo dovuto non supera il 50 per cento secondo le modalità stabilite con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2. Nei soli casi in cui gli immobili siano ricompresi all’interno di unita’ minime di intervento (UMI) di cui all’articolo 11, comma 3, in centri storici e borghi caratteristici, la percentuale e’ pari al 100 per cento del contributo determinato secondo le modalita’ stabilite con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 2.
6. Il contributo concesso è al netto dell’indennizzo assicurativo o di altri contributi pubblici comunque percepiti dall’interessato.

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Aggiornamento del 19 ottobre 2016. Il decreto sul terremoto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17/10/2016 ed è da oggi in vigore. Le novità:
– reso noto l’elenco dei 60 comuni del “cratere” in cui le prime e seconde case sono indennizzate al 100%;
– sbloccati i primi 200 milioni di stanziamento: 100 di copertura e 100 di nuovi impegni;
– per la riparazione dei danni lievi è prevista un percorso burocratico più rapido rispetto all’iter richiesto per i danni più gravi;
– per le Pmi ci saranno aiuti e slitteranno di termini per le scadenze contributive e tributarie;
– cambierà la norma sui livelli di sicurezza antisismica per la ricostruzione privata;
– disciplinare i controlli anticorruzione sarà un protocollo d’intesa  Anac, Errani e Invitalia;
– alla Corte dei Conti toccherà il compito di monitorare in via preventiva.

SCARICA IL TESTO DEL DECRETO TERREMOTO (VERSIONE 17/10/2016)

Decreto Terremoto: il testo

La ricostruzione delle aree danneggiate costerà 4,5 miliardi: 3,5 miliardi per i danni al patrimonio di famiglie e imprese, e un miliardo per i danni alle opere pubbliche (scuole, uffici, strade, beni culturali). La stima dei costi, che saranno inseriti nella Legge di Bilancio, è stata fornita ieri da Claudio De Vincenti, che ha illustrato a Palazzo Chigi alcune misure del decreto legge che il Cdm aveva appena approvato. Il provvedimento stanzia 200 milioni consentono di avviare subito la ricostruzione, ma si arriva a 300 milioni considerando ulteriori misure (tasse, imposte e oneri sociali differiti): un anticipo più misure più robuste.

Il pacchetto di misure più robuste sarà inserito nella prossima legge di Stabilità: i tecnici hanno lavorato all’estensione del raggio d’azione del decreto post-terremoto per superare l’emergenza delle aree colpite dal sisma di agosto e tracciare le linee guida per la ricostruzione. Nel provvedimento dovrebbe infatti trovare posto anche il primo passo del programma Casa Italia sulla prevensione sismica.

Il Decreto Terremoto “Prevederà – ha spiegato proprio Vasco Errani – un meccanismo di riconoscimento pieno dei danni del terremoto e dunque non ci troveremo in una situazione nella quale ogni anno dovremo discutere delle quote per il risarcimento”.

Per le scuole, tutti gli interventi di manutenzione e adeguamento sismico saranno fuori dal Patto di Stabilità. Sull’edilizia scolastica sono stati realizzati interventi importanti, ma l’antisismica richiederà un ulteriore potenziamento degli interventi.

Scrive in un tweet il premier Matteo Renzi: “Approvato stamattina il decreto legge terremoto. Avevamo promesso. Non vi lasceremo soli. E così faremo. Tutti insieme“.

Nel pomeriggio si svolgerà una conferenza stampa del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, e del commissario Vasco Errani: verranno illustrati i contenuti del decreto terremoto.

Leggi lo speciale sul Adeguamento sismico: i nuovi incentivi

Decreto terremoto: la regola base

Nei comuni del “cratere”, le prime e seconde case sono indennizzate al 100%. Al di fuori dei comuni del cratere, il sostegno può essere concesso solo a patto di dimostrare il nesso di causalità con il terremoto. Per i danni alle seconde case è concesso un contributo del 50 %.

Decreto terremoto: i 60 Comuni del cratere finanziati al 100%

I comuni colpiti dal sisma formano il cosiddetto “cratere“, cioè la principale area della ricostruzione, sono 60. Clicca per la lista dei 60 comuni del cratere, per i quali saranno indennizzate al 100% le prime e le seconde case danneggiate. Per le seconde case fuori da cratere e zone rosse, il contributo sarà pari al 50%.

Leggi anche il Focus sulla distinzione tra prime e seconde case

Intanto, il dialogo con Bruxelles per far spazio alla ricostruzione sul margine di flessibilità sull’indebitamento del Pil è appena iniziato.

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Decreto Terremoto, come funzionerà

La struttura amministrativa

Il decreto istituirà un fondo per il post-sisma da alimentare con norme successive. In tutto sono oltre 50 articoli: confermato l’impianto della governance sulla ricostruzione, la struttura guidata da Errani.

Le Regioni sono subcommissari operativi sui territori. Per la parte amministrativa, famiglie e imprese parleranno con gli sportelli dell’Ufficio speciale per la ricostruzione. Le Regioni decideranno il criterio per calcolare l’indennizzo, in euro al mq. Sono comprese le spese tecniche, fino al limite del 10% del costo. Confermato, per famiglie e imprese, il meccanismo del credito agevolato con credito di imposta, attraverso convenzioni. In ogni Regione ci sarà un comitato istituzionale, con la partecipazione delle Province e dei Comuni.

Sono possibili fino all’ultimo aggiustamenti sul sostegno delle imprese e di tutte le attività economiche legate al turismo, settore per cui il danno economico è andato oltre i danni fisici. Saranno possibili misure extra decreto terremoto, come lo svincolo delle risorse regionali legate per il cofinanziamento dei piani di sviluppo rurale e sui fondi strutturali, come si fece in Emilia dopo il sisma del 2012.

Gli uffici speciali per la ricostruzione, tramite uno Sportello unico attività produttive, seguono la pianificazione urbanistica, le istruttorie per il rilascio di contributi, i permessi.

All’interno del decreto Terremoto ci sono due strade distinte:
– aiuto ai privati
– aiuto al Pubblico

Ci sono però condizioni per avere diritto al contributo che valgono sia per il privato sia per il pubblico.

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Ricostruzione delle opere pubbliche

Per ricostruire o procedere all’adeguamento delle opere pubbliche si partirà da erogazioni dirette alimentate da un mutuo Bei e rimborsato ogni dallo Stato, attraverso il meccanismo utilizzato per le scuole.

Tutte le Stazioni appaltanti (le 4 regioni colpite, due ministeri – Mibact e Mit – e le diocesi) dovranno fare riferimento a Invitalia, centrale unica di committenza secondo il Decreto.

Ricostruzione degli immobili privati

Contributi al 100% per ricostruzione o la riparazione di edifici (nel cratere, residenziali e non), attrezzature, beni mobili e scorte, spese per la delocalizzazione delle imprese. Il meccanismo  è quello del credito di imposta a valle di una convenzione con l’Abi. L’ufficio speciale alla ricostruzione approva il progetto e la concessione del contribuito. La banca paga il Sal all’impresa selezionata con la gara.

Prestiti agevolati fino a 30mila euro per la ripresa delle attività, a tasso zero da rimborsare in 10 anni; e fino a 600mila euro per nuove imprese, da rimborsare in otto anni, sempre a tasso zero.

Per la ricostruzione e l’adeguamento sismico di case o immobili produttivi ci saranno finanziamenti agevolati a 25 anni, da attivare con convenzioni presso le banche. Il proprietario della casa o dell’immobile matura un credito di imposta, sulla base di contratti-standard (da definire). Sarà necessaria una convenzione con l’Abi.

Il finanziamento coprirà i danni agli immobili, le spese per le attrezzature, la ricostituzione delle scorte danneggiate o per la delocalizzazione utile a proseguire l’attività.

Il decreto assegna alla struttura commissariale guidata da Errani il compito di definire la fase attuativa dell’intero capitolo della ricostruzione privata.

Confermato il contributo statale per indennizzare tutti quelli che hanno subito un danno.

L’indennizzo non potrà superare il 50% per le seconde case che si trovano fuori dal cratere. Il contributo copre fino al 10% delle spese per la progettazione.

Leggi anche:

Terremoto Centro Italia: i risultati aggiornati delle verifiche di agibilità

Anticorruzione: White List

Gli interventi di ricostruzione dovranno essere assegnati con gara e affidati solo a imprese iscritte nelle liste di merito (le “white list” controllate dalle prefetture, vedi sotto).

Per vigilare sugli appalti sarà stipulata una convenzione tra Anac, Invitalia, società per lo sviluppo degli investimenti controllata dal Tesoro, e Commissario Errani.

“Gli operatori economici interessati a partecipare a qualunque titolo e per qualsiasi attività agli interventi di ricostruzione, pubblica e privata”, devono essere “iscritti a domanda in un apposito elenco”, cioè “Anagrafe antimafia degli esecutori”: per accedere alla lista dovranno superare con esito positivo le verifiche antimafia.

Le white list saranno obbligatorie per lavori pubblici e privati e subappalti. Inoltre, per accedere ai cantieri non basterà la richiesta di iscrizione ma “l’avvenuta iscrizione”, con valore di dodici mesi. Quindi dovrà attendere gli esiti delle verifiche.

A gestire la procedura di verifica sarà una Struttura di missione presso il Viminale.

Il decreto del Governo allarga le categorie dei lavori a rischio coinvolti nelle white list. Gli elenchi classici (legge n. 190/2012) prevedono nove categorie che corrispondono ad altrettante attività.

Anche i privati dovranno fare le gare per assegnare gli appalti, con procedure semplificate. Comunque bisogna di aver confrontato più preventivi prima della scelta. Dovranno partecipare come minimo tre costruttori tra quelli iscritti alle white list.

Per gli interventi riguardanti i danni lievi, quando le opere superano l’importo di 150mila euro, oltre all’iscrizione alle white list e alla regolarità contributiva, il decreto richiede la qualificazione Soa.

Uno speciale albo professionisti sarà tenuto “per garantire la massima trasparenza” nell’affidamento degli incarichi di progettazione e direzione lavori: solo i progettisti iscritti possono ottenere gli incarichi e per essere iscritti sarà necessario esibire un Durc regolare.

Infrastrutture ambientali

Del piano di ricostruzione pubblica farà parte un programma di infrastrutture ambientali, focalizzato sulla realizzazione e il ripristino di fogne e depuratori, per cui il commissario potrà assegnare incarichi in house a società statali, replicando il “modello Sogesid” dello Sblocca Italia.

Contributi Inail per la formazione

L’Inail mette a disposizioni 30 milioni a fondo perduto per finanziare “progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.

Dissesto idrogeologico

Sul dissesto idrogeologico sono stati già attivati diversi interventi. Si stanno realizzando opere per quasi 2 miliardi di euro”.

Norme tecniche per la ricostruzione NTC

Inizialmente il decreto terremoto richiamava requisiti tecnico-strutturali cui attenersi per la ricostruzione, su cui c’è stata forte polemica. Le NTC saranno riscritte, con una correzione a favore di parametri antisismici più severi. Leggi anche… Norme Tecniche Costruzioni (NTC): arrivano entro la fine del 2016

Altri contenuti del Decreto Terremoto

Per quel che riguarda i tempi di realizzazione delle cosiddette “casette in legno”, per coloro che decideranno di lasciare le tende, Curcio ha detto che saranno pronte in “sette mesi al massimo”.

Il decreto prevede forme di consultazione delle popolazioni. I quattro presidenti di Regione saranno vicecommissari per la ricostruzione, che avverrà all’insegna della legalità. Trasparenza anche sull’impiego dei soldi arrivati dalle le donazioni, oltre i 15 milioni di euro, più di quelle raccolte per il sisma dell’Emilia. Sarà tutto open data, ha garantito Errani.

Fascicolo di fabbricato: dopo gli entusiami iniziali sembra accantonato. Ancora una volta.

Sismabonus

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, riflettendo sul fatto che l’Italia non sia all’avanguardia in materia di prevenzione ha definito “intollerabile l’ostruzionismo sul fascicolo di fabbricato da parte dei proprietari di casa”, affermando che potrebbe essere introdotto nell’Ecobonus, con detrazioni per le certificazioni sismiche degli edifici.

Infatti “oggi l’unica misura di prevenzione è l’Ecobonus per le zone sismiche 1 e 2, ma è insufficiente perché non consente di affrontare lavori impegnativi”. Il Sismabonus, invece, da definire in sede di legge di Stabilità comprenderà una serie di misure (tecniche, fiscali ed economiche) per incentivare l’adeguamento sismico delle abitazioni (anche delle seconde case) e degli edifici produttivi in tutte le zone sismiche, non solo nell’1 e 2.

“Tutto questo – conclude Realacci – necessita di una mobilitazione di competenze che vanno messe in campo per un’economia che punta sulla sicurezza dei cittadini, su innovazione e qualità, che produce posti di lavoro”.

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