Imu, presentati 400 emendamenti per modificare il decreto

Si fa sempre più probabile l’ipotesi di alcune modifiche alla nuova tassa sulla casa, l’Imu.

Nell’iter in corso alla Commissione Finanze della Camera il decreto fiscale potrebbe subire alcune modifiche su questioni rimaste in sospeso durante la discussione in Senato.

Tra queste, come anticipato in “Imu, rate e anziani: nuove modifiche al decreto?”  il pagamento dell’acconto in due-tre rate, una soluzione per gli anziani delle case di riposo, un ritorno delle agevolazioni per le case affittate a canone concordato.

Sul provvedimento sono arrivati 400 emendamenti, da tutti partiti.

A premere per la rateizzazione dell’acconto sulla prima casa è soprattutto il Pdl che proverà anche a proporre al dibattito la trasformazione della tassa in ‘una tantum‘ (come anticipato in “Imu, Alfano: “Tassa una tantum e pagamento a rate”” ), anche se probabilmente la questione potrebbe essere rinviata alla delega.

Il segretario Angelino Alfano, comunque, ne parlerà anche al premier Mario Monti.

Modifiche potrebbero essere fatte anche per evitare il rischio di incostituzionalità della norma: il rinvio della definizione delle aliquote ad un dpcm – ha rilevato il Servizio Studi di Montecitorio – potrebbe creare problemi considerato che la Costituzione prevede una “riserva di legge”.

Come anche in nessuna legge, né il decreto Salva-Italia che ha anticipato l’imposta né nel dl sulle semplificazioni fiscali, è indicato il gettito atteso. C’é solo in una relazione tecnica.

Da sciogliere anche il problema sulla tassazione per gli anziani che sono nelle case di cura o negli ospizi, ora gravati dall’aliquota più alta.

Un problema analogo è relativo alle case date in uso ai figli.

Da risolvere anche la questione delle  case affittate a canone concordato: la Confedilizia ha più volte sottolineato che, senza un ritorno delle agevolazioni che erano previste con la vecchia Ici, il rischio è quello dell’aggravarsi del problema abitativo.

Una preoccupazione  sottolineata anche  dal Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, che teme che l’aumento della tassazione si ripercuota sugli inquilini.

Per quel che riguarda gli adempimenti fiscali  la questione è stata risolta con la norma che consente di pagare l’acconto con le aliquote di base.  Una revisione più compiuta potrà essere fatta dopo che saranno noti i dati di gettito dell’acconto.

Infine sull’esenzione della tassa per le fondazioni bancarie, il presidente dell’Acri (l’associazione delle casse di risparmio e delle fondazioni di origine bancaria), Giuseppe Guzzetti, ha sottolineato che per quanto riguarda l’Imu “non c’é nessun beneficio per le fondazioni, il regime è identico a quello degli altri enti no-profit”.

Fonte: Ansa

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2 Commenti

  1. IMU – Seconda casa – Un diritto per non essere discriminati
    La seconda casa ha un IMU sensibilmente aumentata rispetto all’ICI, e la tassa è anche determinata dal comune, sarebbe corretto dunque se almeno ci fosse la possibilità da parte del proprietario di votare alle elezioni comunali. Ad esempio se uno ha tre case in tre comuni diversi dovrebbe poter votare alle amministrative in tutti e tre i comuni. Non è questione di politica, ne di voto di scambio, è questione che pagando le tasse maggiorate, il servizio rifiuti, gli allacciamenti alle reti pubbliche, l’urbanizzazione, ecc. è giusto ritenere che si debba anche avere il diritto di esprimere il proprio giudizio sull’amministrazione. Diversamente si è cittadini solamente penalizzati senza alcun diritto ma con solamente doveri da rispettare senza poter partecipare alle decisioni che sono state o che saranno prese nei propri confronti.

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