Ambienti Atex: un rischio spesso sottovalutato
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Ambienti Atex: un rischio spesso sottovalutato

Ambienti Atex: un rischio spesso sottovalutato

E’ stata pubblicata in questi giorni la nuova edizione della Guida Tecnica CEI 31-35 “Guida alla classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas in applicazione della Norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87)”.

Tale norma esamina in modo approfondito la classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili relativa ad opere di nuova realizzazione e alle trasformazioni o ampliamenti di quelle esistenti, nel rispetto della Norma europea CEI EN 60079-10-1: 2010 (CEI 31-87).

Per poter capire appieno l’importanza di questa norma CEI, che rappresenta un punto di riferimento in questo campo, è necessario fare un passo indietro e rivedere le definizioni di base sul tema.

L’art. 288 del D.Lgs. 81/2008 riporta la definizione di “atmosfera esplosiva”: una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta.

Ad esempio si potrebbe avere la formazione di una atmosfera esplosiva nella zona di ricarica delle batterie dei carrelli elevatori sotto la tettoia esterna di un capannone industriale; durante la fase di ricarica le batterie emettono gas tra cui l’idrogeno: se la concentrazione in aria dell’idrogeno raggiunge il 4%, la miscela idrogeno-aria può esplodere. Per tale motivo le norme EN 50272-2 ed EN 50272-3 prevedono che la concentrazione di idrogeno sia mantenuta significativamente al di sotto della suddetta soglia attraverso un’idonea ventilazione naturale e/o artificiale.

Già da questa prima definizione e da questo primo esempio, si può quindi notare come la formazione di una atmosfera esplosiva non sia un evento così raro e irrealizzabile: per avere l’esplosione infatti, in determinate condizioni di pressione e temperatura, è sufficiente avere una sostanza infiammabile (es. metano), l’aria ed una fonte di innesco (scintilla elettrica, scarica elettrostatica, etc)…tutti elementi facilmente presenti in qualsiasi realtà industriale e non!

Proprio per questo motivo, è fondamentale che il Datore di lavoro di un’Azienda capisca l’importanza della valutazione Atex, cioè della valutazione del rischio legato alla presenza di atmosfere potenzialmente esplosive, così come previsto dal Capo II del Titolo XI PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE (“Obblighi del Datore di lavoro”).

Il Datore di lavoro, mediante l’ausilio di personale dotato di competenze adeguate, deve valutare gli scenari di pericolo presenti all’interno dei luoghi di lavoro della propria Azienda, elaborando ed aggiornando (quando necessario) il documento sulla protezione contro le esplosioni; egli deve quindi classificare le zone di pericolo (Zona 0, Zona 1, Zona 2 nel caso di gas, vapori o nebbie; Zona 20, Zona 21, Zona 22 nel caso di polveri) definendone la relativa ampiezza, mettere in atto tutte le misure di prevenzione possibili al fine di evitare la formazione di atmosfere esplosive, informare e formare i lavoratori sui risultati dell’analisi così da coinvolgerli nel processo di prevenzione del rischio.

Il documento sulla protezione contro le esplosioni (comprensivo quindi della classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione) deve essere inoltre visionato da un progettista elettrico: nel caso della realizzazione di nuovi impianti, la valutazione del rischio Atex, pur non facendo parte del progetto dell’impianto elettrico, deve essere redatta contestualmente al progetto dell’opera nel suo insieme al fine di individuare i requisiti minimi di sicurezza dei prodotti che compongono gli impianti (apparecchi, sistemi di protezione, componenti).

Nel caso invece di impianti esistenti, la valutazione del rischio Atex è indispensabile per valutare l’adeguatezza degli impianti presenti e delle macchine/attrezzature utilizzate all’interno delle zone di pericolo (es. utensili elettrici portatili, attrezzature per le operazioni di pulizia, etc.).

In tale contesto, al fine di facilitare il compito dei tecnici incaricati della classificazione dei luoghi, è quindi fondamentale la pubblicazione di una nuova norma CEI che, oltre ad indicare i criteri di valutazione e le formule di calcolo, pur rimanendo nell’ambito dei principi della norma, approfondisce in particolare i “Luoghi con controllo di esplodibilità dell’atmosfera” ed i “Luoghi con controllo di temperatura”.


Articolo pubblicato il 12/04/2012 in Sicurezza
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