Riforma lavoro: meno deduzioni sulle auto per professionisti e imprese
Riforma lavoro: meno deduzioni sulle auto per professionisti e imprese

Riforma del lavoro: un balzello sulle auto aziendali e dei professionisti, oltre ai costi già previsti per le imprese. Scende da 40 al 27,5% la deduzione per i veicoli utilizzati per l’esercizio di imprese, arti o professioni. Oltre ai rincari sul costo del lavoro che graveranno in busta paga per finanziare i nuovi ammortizzatori sociali, nell’ultima versione del testo della riforma del lavoro spicca il taglio alle deduzioni sulle auto aziendali. Ma non finisce qui: altri sono i costi per le imprese. Vediamoli in dettaglio.

È previsto un taglio delle deduzioni sulle auto aziendali applicata per i professionisti in forma individuale per un solo veicolo e per le società semplici o le associazioni per un veicolo a socio, deduzione prevista dall’articolo 164 del TUIR, ora modificato: scende da 40 al 27,5% la deduzione per i veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti o professioni. Restano immutate la deduzione totale per i veicoli ad uso pubblico (i taxi) e quella all’80% prevista per “soggetti esercenti attività di agenzia o di rappresentanza di commercio”.
Scende dal 90 al 70% la deduzione per i veicoli aziendali dati in uso promiscuo ai dipendenti (quindi a uso lavorativo ma anche personale).
Le due deduzioni entrano in vigore a partire dal periodo d’imposta successivo a quello dell’entrata in vigore della legge.

Leggi l’ultima versione del testo della riforma.

Gli altri costi per le imprese
Per quanto riguarda gli altri costi per le imprese previsti dalla riforma del lavoro, occorre considerare quelli contenuti nel capitolo relativo agli ammortizzatori sociali: ai contributi già previsti si aggiunge l’addizionale dell’1,4% sull’imponibile previdenziale per i contratti a tempo determinato (aliquota che viene riassorbita, in parte, nel caso in cui il contratto venga poi trasformato a tempo indeterminato).
Il contributo sui contratti a termine non si applica:
– ai lavoratori assunti in sostituzione di lavoratori assenti;
– ai contratti stagionali;
– agli apprendisti;
– ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

Occorre poi versare i nuovi contributi in caso di licenziamento: il 50% dell’assegno Aspi, assicurazione sociale per l’impiego, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Dal 2017 tale contributo può essere aumentato di tre volte nei casi di licenziamento collettivo. A finanziarie l’Aspi concorrono anche i contributi dei contratti degli apprendisti (aliquota dell’1,3%).
A partire dal luglio 2013 i diritti di imbarco in aereo costeranno 2 euro in più per ogni passeggero.
Per i proprietari che danno un immobile in affitto e non applicano la cedolare secca del 20%, a partire dal 2013, la riduzione della base imponibile relativa al reddito derivante dall’affitto scende dal 15 al 5%.
Stretta anche alla deduzione sulla tassa al servizio sanitario nazionale che si applica sulla Rc auto. La deduzione del 10,5% si applica solo per importi superiori ai 40 euro (quindi su un’assicurazione superiore a 420 euro). A partire da quest’anno.

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