Base del progetto è la perdita di identità del Teatro Comunale di Bologna, sorto 250 anni fa come cuore pulsante del quartiere della Cultura. Fenomeno che aggrava gli effetti delle problematiche economiche comuni ai teatri nel nostro paese. Il progetto mira a restituire il Teatro Comunale al suo storico ruolo sociale, mediante un intervento articolato in tre punti.

Sezioni longitudinali assiali a confronto: esistente e progetto.
Sezioni longitudinali assiali a confronto: esistente e progetto. Clicca sull’immagine per ingrandirla
Concept energetico
Concept energetico. Minimizzare le dispersioni e massimizzare il comfort ambientale, agendo sull’involucro edilizio. Solo se la “scatola” richiede un quantitativo minimo di energia, è possibile fornirglielo utilizzando solo fonti rinnovabili, quindi ottenere un bilancio “energy zero”. È possibile anche su un edificio pubblico, così grande e significativo, su un monumento di riguardo sorto 250 anni fa? ….non solo possibile, ma doveroso, soprattutto su di esso! Clicca sull’immagine per ingrandire.

 

I due “Percorsi”

Il Percorso Esterno è un luogo di incontro, rappresentazione, commercio (attrezzato con stands, una cavea, un mega-schermo), pensato per riqualificare il degradato Giardino del Guasto, e per collegare i flussi pedonali di Via Belle Arti e Largo Respighi al Teatro.

Musica, architettura, tecnologia costruttiva
Musica, architettura, tecnologia costruttiva…. Una toccante frase pucciniana diventa cifra di un trattamento formale che metaforizza la libertà emozionale del melodramma decadente e che si contrappone ad un’altra finitura, assai più ortogonale, espressione del geometrico dinamismo dell’opera romantica. Clicca sull’immagine per ingrandirla

Il Percorso Interno si articola tra negozi di dischi e strumenti musicali, ed un bookshop specializzato in musica e spettacolo, attraversa poi le carpenterie settecentesche del sottotetto della Sala, conducendo ad una batteria di sale prova e di incisione in affitto al pubblico e ad uno spazio didattico riservato alle scuole, e guadagnando, infine, la sommità della torre scenica. Qui svettano un ristorante e una cantina ad intrattenimento musicale, che offrono il miglior panorama ottenibile sul nucleo storico della città.

Essi sono concepiti come un’occasione di avvicinamento al Teatro per tutti coloro che non siano fruitori abituali di spettacoli d’Opera.

Valorizzazione degli apparati scenici

Il progetto propone un vasto potenziamento e rinnovamento degli apparati scenici, a partire da un’evoluta “macchina scenica”, e da un efficiente sistema di carico / scarico / stoccaggio del materiale di scena, al fine di migliorare il servizio e diversificare la produzione e il pubblico.

Un esempio della mappatura di tutte le diverse stratigrafie di progetto
Un esempio della mappatura di tutte le diverse stratigrafie di progetto (operazione che è stata condotta, nondimeno, sullo stato di fatto). Questa è l’indispensabile base per il calcolo energetico dell’involucro edilizio, oltre che per la stesura di un computo. In questa immagine il fronte posteriore (nord-ovest) e il livello di platea. Nota: la tricromia vale solo a differenziare le superfici: non c’è associazione tra colore e frontiera. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Efficienza energetica

L’autosufficienza energetica (zero energy) è il terzo obiettivo di progetto. Non si tratta solo di un modo per tagliare i costi di esercizio, ma anche di un’ “icona etica”, in quanto “aggiornamento”, a valori ed istanze odierne, di un’istituzione creata nel 1763 come motore di sviluppo sociale e culturale, nel cuore della “Città della Cultura”.

Ad annullare consumi energetici ed emissioni risultano indispensabili un elevato grado d’isolamento dell’involucro edilizio e un capillare sistema di ventilazione meccanica controllata, tali da minimizzare le dispersioni per trasmissione e ventilazione. Il progetto sperimenta inoltre una “micro doppia-pelle vetrata”, tale da esercitare un’efficace ventilazione di facciata, e controllare opportunamente il fattore solare delle vetrate.

Il progetto di Federico Arieti
Il progetto di Federico Arieti (con una preliminare validazione numerica) detiene, fra le altre, la proprietà intellettuale della proposta di un piccolo impianto idroelettrico nel Canale delle Moline (prossimo al teatro), approvata l’11 dicembre 2013 dal CdA del Consorzio del Canale di Reno. Il progetto perviene ad un edificio “energy zero” (quindi a costo di gestione nullo, se non attivo laddove si considerino incentivi fiscali sulle rinnovabili) alimentato da impianti ad energie rinnovabili, tra le quali spicca l’idroelettrico; ma anche il fotovoltaico, limitato esclusivamente alla copertura dei nuovi volumi. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Quanto alla componente “attiva”, l’edificio si appaga dell’energia ritraibile da sistemi rinnovabili: un campo fotovoltaico sul “solarium”, sonde geotermiche, e un rotore idroelettrico installato in un canale vicino. Va rammentato che Bologna è molto ricca di vie d’acqua sotterranee, tradizionalmente sfruttate come fonte di energia sin dal Medioevo!

Gli esiti economici più rilevanti attesi sono: gli introiti generati dalle attività commerciali dei “Percorsi”; il beneficio che scaturisce dal confronto fra i costi di gestione energetica ex-ante e il corrispondente bilancio attivo ex-post.

Articolo di Federico Arieti e Theo Zaffagnini

L’articolo completo sul progetto per il Teatro d’Opera di Bologna sarà pubblicato sul numero di ottobre del mensile L’Ufficio Tecnico

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