Consulente tecnico: ecco perché investire in una professionalità in ascesa

“Il settore delle Consulenze Tecniche Giudiziarie (Consulenze Tecniche d’Ufficio, CTU, nei procedimenti civili, o Perizie d’Ufficio, nei procedimenti penali) costituisce un ambito che può garantire ai professionisti tecnici una continuità lavorativa – molto importante in momenti di crisi economica nazionale ed internazionale (come quello che stiamo vivendo) – assicurata dalla litigiosità, ovvero dalla migliore caratteristica degli individui del nostro Paese”, scherza, ma non troppo, l’ing. Donato Morea, direttore del Master di I livello in “Il Consulente Tecnico del Tribunale nel contenzioso civile e penale”, che si terrà a Roma questo autunno (iscrizioni aperte fino al 30 settembre e inizio lezioni a fine ottobre) presso l’Università Internazionale degli Studi di Roma (UNINT).

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L’ing. Morea ha scritto recentemente su queste pagine una riflessione sull’importanza della formazione specialistica per il consulente tecnico d’ufficio. Lo abbiamo raggiunto a Roma per parlare più approfonditamente di questa iniziativa che promette di offrire interessanti opportunità di lavoro per i professionisti tecnici.

Mauro Ferrarini. Può tratteggiarci quali sono i passi necessari per un professionista che desideri approfondire questo aspetto della professione?

Donato Morea. Affinché un professionista tecnico possa svolgere una Consulenza Tecnica nel Settore Giudiziario su incarico conferitogli da un Tribunale (civile o penale), è necessario che lo stesso sia iscritto all’Albo dei CTU (per il settore civile) o dei Periti d’Ufficio (per il settore penale) del Tribunale di riferimento del professionista tecnico medesimo. Per svolgere l’attività di CTU o di Perito d’Ufficio di un Tribunale in modo efficiente ed efficace, è necessario possedere specifiche competenze tecnico-procedurali, ossia essere in grado di coniugare e gestire le proprie particolari competenze tecniche nell’ambito di un procedimento giudiziario. Ciò, costituisce il requisito essenziale richiesto dai Tribunali per l’espletamento della predetta attività, anche con finalità dirette alla comunicazione richiesta dall’Istituzione Giudiziaria, che può essere acquisito, con certezza, a seguito di un processo di formazione qualificata (ad esempio, la frequenza di un Master universitario in materia).

MF. Parliamo di soldi. Come avviene la liquidazione dei compensi per i servizi professionali di un C.T.U.?  Ci dà un’idea delle modalità e dei tempi per la liquidazione dei corrispettivi da parte del Tribunale?

DM. La liquidazione del compenso di un CTU o di un Perito d’Ufficio afferente ad una prestazione professionale resa dal medesimo nel Contesto Giudiziario avviene mediante l’emissione, da parte del Magistrato, di un decreto di liquidazione (costituente un titolo esecutivo) conseguente ad un’istanza di liquidazione dello stesso compenso effettuata dal CTU o dal Perito d’Ufficio in riferimento alla così detta “Tariffa Giudiziaria” (DPR n. 115/2002, DM 30 maggio 2002, DL n. 83/2015).

Gli onorari sono liquidabili in forma fissa o variabile [quest’ultima comprendente quella a percentuale (in ragione del valore della controversia, nel settore civile, ovvero del valore del bene o di altra utilità oggetto dell’accertamento determinato sulla base di elementi obiettivi risultanti dagli atti del processo, nel settore penale) nonché quella a vacazioni (in funzione del tempo ritenuto necessario allo svolgimento dell’incarico, qualora il valore della controversia o del bene sia indeterminabile)], con possibilità di cumulo delle predette forme d’onorario in relazione alla tipologia della prestazione professionale resa. Risulta determinante una corretta (rispetto ai disposti normativi di riferimento) predisposizione, da parte del CTU o del Perito d’Ufficio, della suddetta istanza di liquidazione (che è funzione di molteplici fattori), a sostegno della congruità della richiesta economica rispetto alla prestazione professionale resa da un CTU o da un Perito d’Ufficio medesimo.

Mediamente, la tempistica per l’emissione, da parte di un Magistrato, di un decreto di liquidazione è di circa un mese, nel settore civile, nonché di circa cinque mesi, nel settore penale.

MF. Esistono CTU “tuttologi” o all’interno della categoria vi sono delle branche di sapere specifiche?

DM. L’iscrizione di un CTU o di un Perito d’Ufficio all’Albo di un Tribunale è associata a specifiche materie di specializzazione richieste dallo stesso all’atto della domanda d’iscrizione al predetto Albo e riconosciutegli dal Tribunale medesimo a seguito di valutazione della predetta domanda. In ogni caso, la tendenza dei Tribunali è quella d’avvalersi sia della speciale competenza tecnica posseduta dal professionista interessato sia delle attitudini di cui il professionista stesso è dotato nell’ambito del proprio percorso d’istruzione e formazione.

MF. Quali sono le più richieste?

DM. In ragione della tipologia e della relativa numerosità di contenziosi, le competenze maggiormente richieste dai Tribunali sono quelle che afferiscono ai tre settori dell’ingegneria (civile ed ambientale, industriale e dell’informazione) ed all’architettura.

MF. A fine ottobre 2016 partirà un Master universitario mirato alla formazione del CTU. Ce ne vuole parlare?

DM. Presso l’Università Internazionale degli Studi di Roma (UNINT), partirà il Master di I livello in Il Consulente Tecnico del Tribunale nel contenzioso civile e penale, del quale rivesto il ruolo di direttore. Poiché i Tribunali richiedono, quali requisiti essenziali per lo svolgimento degli incarichi peritali in qualità di CTU o di Periti d’Ufficio, una particolare esperienza professionale nei diversi settori di afferenza nonché specifiche competenze tecniche-procedurali, il Master intende offrire una formazione elevata e specialistica per consentire lo svolgimento, con professionalità e competenza, degli incarichi peritali presso i Tribunali medesimi.

L’obiettivo del Master stesso è, quindi, quello di fornire le necessarie competenze tecniche-procedurali per assolvere compiutamente all’incarico di Consulente Tecnico d’Ufficio o di Perito d’Ufficio conferito dal Magistrato nell’ambito di un processo civile o penale, con finalità d’inquadramento nonché d’applicazione degli aspetti tecnici-specialistici nella procedura giudiziaria. Il Master si prefigge di trasferire ai discenti le competenze giuridiche, tecniche (nei settori rilevanti dell’ingegneria civile, industriale, dell’informazione e dell’architettura) nonché procedurali, finalizzate al coordinamento ed alla gestione degli aspetti teorici in riscontro con le situazioni reali oggetto d’indagine peritale. Ciò, anche, con finalità dirette alla comunicazione richiesta dall’Istituzione Giudiziaria, indispensabile per il Consulente Tecnico o per il Perito del Magistrato. Per il raggiungimento del suddetto obiettivo, il Master si avvarrà di Magistrati, di professionisti altamente specializzati nell’ambito giudiziario e di docenti universitari. Il prossimo 24 settembre presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), sita in Roma, Via Cristoforo Colombo, 200, avrà luogo la presentazione del Master.

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MF. A chi è rivolto? Quali sono gli argomenti trattati?

DM. Il Master è rivolto ai possessori di laurea vecchio ordinamento, di diploma universitario, di laurea di I livello, di laurea di II livello e di laurea magistrale a ciclo unico in ingegneria ed architettura.

Il Master medesimo prevede: un’attività didattica frontale [composta da n. 17 moduli (procedura civile, procedura penale, diritto amministrativo, mediazione civile, applicazione degli aspetti tecnici-specialistici nella procedura giudiziaria, appalti di opere pubbliche e private, project financing, problematiche di opere civili ed impianti tecnologici, l’esperto stimatore nelle esecuzioni immobiliari, il professionista delegato ed il custode giudiziario nelle esecuzioni immobiliari, fonometria, problematiche di macchine ed impianti di macchine, infortunistica stradale, abusi edilizi, anomalie finanziarie, informatica forense e business english), durante la quale saranno effettuate trattazioni teoriche costantemente riscontrate con situazioni di fatto e supportate da casi di studio tratti da circostanze realmente verificatesi nell’ambito di procedimenti giudiziari]; un’attività di simulazione della procedura di mediazione nonché del processo civile e penale, con applicazione, da parte dei discenti, delle tecniche procedurali e specialistiche acquisite durante l’attività didattica frontale, e relativo dibattimento finale; l’espletamento di attività seminariali d’approfondimento specifico delle tematiche oggetto dell’attività didattica frontale; una prova finale, consistente nella presentazione e discussione di un elaborato finale.

Il Master avrà inizio nel mese di ottobre 2016 e terminerà nel mese di dicembre 2017. L’esame finale si svolgerà nel mese di febbraio 2018. Le lezioni si terranno nei giorni di venerdì e di sabato presso la sede dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), sita in Roma, Via Cristoforo Colombo, 200.

MF. Durata ed i costi per la partecipazione? E, soprattutto, quale vantaggio avrebbero i professionisti una volta acquisito il titolo di Master?

DM. La quota di partecipazione è di 4.000 euro, rateizzabili in quattro rate da 1.000 euro. In virtù della convenzione stipulata a fine luglio  tra l’UNINT e  l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, agli iscritti  dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma ed ai componenti  del loro nucleo familiare (coniuge, discendenti diretti di primo grado) sarà applicato uno sconto del 10% sulla quota di partecipazione. È prevista la possibilità d’iscrizione ai singoli moduli, con riferimento al Regolamento dei Corsi Singoli d’Ateneo.

L’acquisizione del titolo di Master conferisce ai frequentanti i requisiti d’eccellenza a sostegno dell’istanza d’inserimento nell’Albo dei Consulenti Tecnici o dei Periti del Tribunale e per l’espletamento d’incarichi conferiti dai Tribunali. Inoltre, al termine del Master medesimo, i discenti avranno acquisito la capacità di svolgere un’attività peritale rispettando i canoni procedurali richiesti, potendo coniugare le competenze tecniche-specialistiche possedute con le esigenze connesse con l’espletamento di un incarico peritale.

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