Interventi in edilizia contro l’inquinamento indoor

Negli ultimi anni i problemi di salute legati alla permanenza nei luoghi chiusi stanno crescendo in modo esponenziale, causati anche dallo scadimento di materiali e tecniche costruttive nella realizzazione degli edifici utilizzate negli ultimi cinquanta anni, non considerando la relazione che gli ambienti confinati esercitano sulla salute degli occupanti, comprovata dagli studi scientifici oramai indiscutibili.   A fronte della complessità di agenti di rischio e dei relativi effetti sulla salute si deve sviluppare un approccio preventivo completo ed articolato che preveda un esame sui materiali e sulla progettazione  per escludere il più possibile  i pericoli e risolvere laddove presenti  le cause responsabili di disturbi lamentati da parte degli  utilizzatori del parco immobiliare.

Alcuni problemi di qualità interna dell’aria possono essere risolti con approcci semplici, altri richiedono tecniche di approfondimento più raffinate. Ad esempio, mentre risulta facile identificare la sorgente di forme di emicrania  che disturbano gli occupanti di un ufficio dovute alle stampanti o all’illuminazione, risulta molto più complesso stabilire le cause che determinano disturbi respiratori o nausea tra gli occupanti dello stesso ambiente, oppure  allergie, dermatiti, congiuntiviti, ecc, durante la permanenza in casa, a scuola, negli ambienti ricreativi. In questi casi, solo una attenta  analisi da un punto di vista clinico con la partecipazione di un tecnico esperto nella salubrità degli edifici, che si avvale di un eventuale rilievo anche strumentale può fornire dati sufficienti per individuare e risolvere il problema ricostituendo un ambiente sano.

Un edificio sano o salubre può essere definito come un ambiente confinato, in cui gli agenti che possono causare alterazioni dello stato di salute degli occupanti sono assenti o sono presenti  entro stabiliti livelli ed in cui la maggior parte degli occupanti si trova in uno stato di salute, di comfort  e benessere.

Le indagini eseguibili in un edificio per garantirne la “salubrità”, prima di qualsiasi intervento edile di ristrutturazione, possono essere mappate secondo cinque fasi come riportate nella tabella 1:

–  Acquisizione dati sull’edificio ed eventualmente confronto con un medico laddove ci siano evidenti problemi di salute attribuibili agli ambienti dove si vive e lavora;

–  Rilievo della situazione in loco e indagini programmate a seguito della segnalazione dei disturbi lamentati dagli occupanti o alla presenza accertata di sorgenti di inquinamento indoor che possono dare origine a problemi per la salute degli stessi. Gli edifici che presentano queste caratteristiche sono definiti “problem building” e le indagini indicate come “problem building investigation”;

–  Indagini mirate al controllo della qualità dell’aria indoor in assenza di problemi specifici già individuati;

–  Indagini che evidenziano problemi strutturali dello stabile, come la presenza di umidità, condensa, inadeguata ventilazione, materiali edili nocivi.

–  Interventi di ristrutturazione mirati, con la scelta di materiali e tecniche costruttive idonee.

FASE 1
Acquisizione dati sull’edificio
FASE 2
Rilievo della situazione in loco
FASE 3
Indagine strumentale ambientale
FASE 4
Accertamenti specialistici mirati
FASE 5
Progettazione, realizzazione e
controllo degli interventi di bonifica

 

I difetti più comuni degli edifici moderni sono quelli di essere invasi dall’umidità e dalla muffa, generati  da diversi fattori concatenati.  La vita quotidiana (igiene personale, cottura dei cibi, lavaggio e asciugatura della biancheria, piante ornamentali, acquari, etc.) ad esempio comporta mediamente la formazione di circa 2 kg di vapore acqueo per ogni singolo abitante al giorno. L’asciugatura di 5 kg di bucato comporta un’evaporazione di 2/3 kg di vapore acqueo negli ambienti. Durante le ore di sonno una persona con la sola respirazione produce mediamente 600/800 gr. di vapore acqueo. A questi vanno aggiunti la scarsa ventilazione dei locali, anche alla luce degli interventi del contenimento energetico, che ha sigillato gli edifici, oppure una parete con un cappotto termico mal progettato e/o mal realizzata nella quale è in corso un fenomeno di condensa interstiziale, intonaci realizzati con materiali edili non traspiranti, ecc.

Quindi è evidente che diversi fattori possono minare lo “stato di salubrità” degli ambienti e conseguentemente “lo stato di salute” degli occupanti.  Arieggiare gli ambienti è uno dei primi accorgimenti da attuare per migliorare lo stato “salubre” degli immobili, ovvero sostituire l’aria presente all’interno della struttura con l’aria proveniente dall’esterno. Si consideri che una stanza standard dotata di una finestra necessita di pochi minuti affinché l’aria presente venga sostituita con quella esterna. Una abitazione intera può essere arieggiata completamente in meno di 10 minuti se aperte simultaneamente tutte le aperture all’esterno. Al fine di prevenire la formazione delle muffe ed evitare sprechi energetici, si deve eseguire una attenta aerazione dei locali; è indispensabile arieggiare tutti i giorni, con qualsiasi condizione meteorologica  e le corrette modalità, affinché venga smaltita la quantità di vapore acqueo prodotto dalla vita e dalle attività quotidiane. Questo tipo di ventilazione deve essere fatto dalle 2 alle 3 volte al giorno all’occorrenza, oltre a fare attenzione nel mantenere l’umidità relativa dell’aria al di sotto del 60 – 65% e la temperatura desiderata, mettendosi così al riparo dalle muffe, dannose per l’organismo in quanto generatrici di problemi respiratori e non solo, infatti sia in ambienti troppo secchi che troppo umidi, anche i virus, gli acari ed i batteri rafforzano la loro azione.

Negli interventi di ristrutturazione uno dei suggerimenti finalizzati al confort abitativo e a contrastare l’inquinamento indoor è quello di   preferire intonaci di argilla, in quanto migliorano lo stato di benessere dell’edificio e tutelano la salute di chi ci vive. Sono proprio le pareti ad assorbire l’umidità in eccesso e la rilasciano quando l’aria diventa troppo secca. È dimostrato che i primi 15-20 mm di parete (ovvero lo strato di intonaco interno) sono fondamentali nella determinazione della qualità del microclima interno allo spazio abitato, quindi a determinare anche la percentuale di umidità.

L’argilla: qualità, benefici e utilizzo

L’argilla è un ottimo regolatore dell’umidità per ambiente, poiché a seconda delle necessità la assorbe o la restituisce velocemente, assumendo quella in eccesso per poi rimandarla quando l´aria è troppo secca, in quanto a differenza dei materiali cementizi “vetrosi”, ha una struttura porosa. Un vano con muri, solai o intonaci d´argilla ha di solito al’interno un´umidità relativa dell´aria oscillante tra il 40 ed il 60%, per tutto l´arco dell´anno, un intonaco di argilla è in grado bilanciarla ed inoltre di assorbire e neutralizzare odori, fumo e numerose sostanze nocive. L’argilla è un materiale naturale poiché si ricava dalla terra tal quale e alla fine del suo ciclo ritorna alla terra ed è facilmente reperibile. Unita ad un inerte (sabbia, polvere di marmo, ecc.) forma la terra cruda, ideale per l’intonaco e la finitura delle pareti.

La terra cruda si presta ad essere adoperata per realizzare l’intonaco grezzo (comunemente noto come intonaco di fondo). Si utilizza di varie granulometrie che vanno stese sui supporti (pareti in pietra, mattone, laterizio, ecc.) per uno spessore di circa 1,5-3 centimetri minimo, a più mani, attendendo i tempi di asciugatura che possono variare da 3 a 10 giorni. Poiché la terra cruda aderisce solo su superfici che assorbono l’acqua (come, ad esempio, il cotto, la fibra di legno e in alcuni casi anche il cemento), se il supporto non presenta questa caratteristica si usa stendere prima un aggrappante (un preparato fornito in genere dalle stesse ditte che commercializzano i prodotti in terra cruda). Inoltre, laddove vi siano delle giunture è necessario inserire una rete di juta o fibra di vetro per evitare fessurazioni. Si tratta, quindi, di un intervento da eseguire con maestranza specializzata con una buona padronanza dei materiali.

Per  la finitura si può usare l’intonachino in terra cruda, che va steso con le spatole per almeno 1-3 millimetri, a due mani, e si asciuga dopo 1-3 giorni, oppure la pittura in argilla, che va stesa con il pennello o a rullo, a una a due mani. È necessario però tener presente che:

la terra cruda fa presa solo su superfici che assorbono l’acqua; pertanto, se sono stati stesi in precedenza colori lavabili, che perciò non assorbono acqua, smalti, ecc. è sempre meglio eliminarli;

se sull’intonaco erano presenti delle piastrelle, bisogna eliminare la colla con cui erano fissate alla parete. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, bisogna usare un aggrappante e su questo stendere la terra cruda. Per sapere se il supporto su cui stendere la terra cruda è adatto alla stesura dell’intonachino o della pittura e come usare l’aggrappante, è bene affidarsi sempre al personale esperto.

La terra cruda si può usare in caso di nuove costruzioni che di ristrutturazioni, prevedendo già in fase di progetto la realizzazione dell’intonaco in terra cruda, tenendo conto però degli spessori necessari per far affiorare le scatole del l’impianto elettrico e idraulico, i falsi stipiti, ecc. Se si vuole semplicemente sostituire la finitura superficiale delle pareti, è possibile stendere l’intonachino in terra cruda o la pittura in argilla direttamente sul colore esistente, per uno spessore di 1-3 millimetri, previa stesura dell’aggrappante se necessario. Per comprendere la capacità assorbente di questo straordinario materiale basti pensare che l’argilla assorbe circa 20 volte più acqua di un buon mattone in laterizio. Ne deriva che l’aria è più sana, respirabile e che non si formano le antiestetiche macchie di muffa. Può essere usata ovunque in casa, ad esempio nelle cantine, dove necessita di un livello di umidità costante per la conservazione delle derrate, e nei bagni: in questo caso però è consigliabile evitare di stenderla all’interno del box doccia, poiché bagnandosi l’argilla si dilava.

L’argilla inoltre è:

 antistatica, cioè impedisce che si accumuli elettricità statica sulla superficie e quindi evita il deposito di polvere e ne riduce del 90% la formazione, che può provocare allergie o malattie respiratorie (asma);

– assorbe gli odori e le sostanze nocive grazie ai minerali contenuti al suo interno: si verificano pertanto una depurazione e un riciclo dell’aria;

– è fonoassorbente, cioè assorbe i rumori e garantisce l’isolamento acustico;

– è resistente al fuoco e non viene attaccata dai parassiti, assimila lentamente il calore e altrettanto lentamente lo rilascia: quindi, d’inverno consente di immagazzinare il calore e rilasciarlo gradatamente e d’estate di assorbire l’umidità presente nell’aria rinfrescandola ed evitando l’impiego di condizionatori e deumidificatori.

– non richiede poi di essererinfrescata ogni 4-5 anni, come avviene per le pitture murali classiche.

La stessa argilla può essere applicata anche per rivestire il pavimento: è facilmente mantenibile e indicato anche a situazioni di intenso calpestio. È importante assicurarsi sempre che l’argilla sia di provenienza italiana o europea certificata per una gestione forestale controllata (marchio FSC). Come gamma di colori, l’argilla non ha nulla da invidiare a quelli che si usano abitualmente nelle abitazioni: la gamma cromatica è veramente vasta (sull’argomento “colore” nell’ambiente domestico leggi anche l’articolo sull’importanza di tinteggiare le pareti) . L’argilla si trova in natura già colorata: la differenza delle colorazioni dipende dalla zona di provenienza e dai minerali contenuti (ad esempio, idrossido di ferro, alluminio, manganese, ecc.). Inoltre, miscelando i vari intonachini colorati si possono ottenere altre composizioni cromatiche, così come aggiungendo pigmenti naturali o ossidi. All’argilla si possono unire anche pietruzze, paglia, ecc.: in questo modo si dà vita a un’infinita varietà di lavorazioni.

Costi e benefici

I costi dei prodotti che contengono argilla variano da ditta a ditta (si vedano gli indirizzi utili). A livello puramente indicativo possiamo dire che un intonaco di fondo moderno di malta più finitura costa circa 12 euro al mq, un intonaco di fondo in terra cruda più la finitura costa dai 16 euro al mq in su. C’è da considerare però che tale spesa è ripagata nel giro di pochi anni perché non sarà più necessario “rinnovare” la finitura delle pareti ogni 4-5 anni ed inoltre produce effetti positivi sulla vita delle persone fornendo un validissimo contributo alla prevenzione di raffreddori e influenze, nonché di allergie ed asma ed aumenta il benessere ed il confort abitativo.

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